22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 16:48:29

Calcio

Taranto calcio, gli esempi da seguire

Latina e Avellino: da playoff e ripescaggi la forza per ritornare in alto


La storia rossoblù ha sempre rasentato momenti delicati come quello attuale: in quasi novant’anni di vita il Taranto è stato sinonimo di numerosi tormenti e pochi momenti lucidi e vincenti, figli di tante peripezie dirigenziali e quant’altro. Dal 1979, anno in cui ci fu il famoso passaggio di consegne tra i compianti Giovanni Fico e Donato Carelli (a fare da testimone il povero primo cittadino di allora Giuseppe Cannata) il calcio jonico ha sempre vissuto fasi di stanca e di nevrosi, agglomerando in esso presidenti, allenatori, calciatori e dirigenti numericamente quantificabili alla pari di un’enciclopedia della Treccani.

Chi ha una certa età anagrafica ricorderà sicuramente la torrida estate del 1983, anno della B sfumata nella famosa “corrida” di Salerno. Quindi andando avanti negli anni nessuno dimenticherà l’estate rovente del 1989 allorquando l’ing. Vito Fasano, all’indomani dell’ennesima retrocessione in C1, decise di lasciare nelle mani del povero Donato Carelli, che prima risancì il rientro in cadetteria e quindi un nuovo salto all’indietro ed il secondo fallimento con la prima ripartenza dall’attuale ed ultima quinta serie.

La bella stagione della città bimare, calcisticamente parlando e salvo casi rarissimi, si riproporrà con l’ennesimo quesito bollentissimo: che ne sarà del Taranto calcio?

La città ora si augura come 14 anni addietro la riammissione d’ufficio ed un nuovo ciclo nella terza serie nazionale che potrebbe rispolverare sfide di un certo spessore contro Pistoiese, Ancona, i derby contro Martina, Foggia e forse Lecce.

Domenica intanto c’è da chiudere un campionato con annessa blindatura del secondo posto e scorrendo il regolamento dei playoff questo piazzamento garantisce sempre le gare in casa, qualora ovviamente si superino i relativi turni ad eliminazione diretta (in cui nelle prime tre fasi non si arriva ai rigori ma si qualifica al termine dei supplementari, in caso di parità, la migliore classificata), quindi è bene iniziare a prendere in esame questa appendice che scatterà domenica 11 maggio e non cullarsi sugli allori. Gli spareggi in questione non garantiscono nulla, sia chiaro, ma possono essere, ipotesi non assurda ovviamente, una porta di servizio da cui più di qualcuno negli ultimi anni ha attinto e poi timbrato ulteriori salti di categoria.

Domanda, chi ha conquistato queste promozioni? La risposta è immediata: Latina, ripescato in Lega Pro nel 2010, è ora in serie B in lotta per la massima divisione. Avellino, riammesso d’ufficio in Seconda Divisione nello stesso anno e quello successivo in Prima è ora anch’esso in cadetteria. Quindi, schiena dritta e sguardo attento, la strada è in salita e ripida ma non impossibile.
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche