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De Maria: «Taranto, attento al Messina»

Il Taranto

La disciplina impartita da una scuola blasonata, il desiderio del riscatto, il senso dell’attesa. Dall’antologia delle scelte rossoblu, Vincent De Maria emerge con immediata sicurezza, con educazione impeccabile e con dedizione tattica. Ha saputo cogliere al volo il suo momento, dopo un periodo di impieghi intervallati. E l’ha fatto in una situazione di emergenza improvvisa, raccogliendo l’eredità di Ferrara infortunatosi nell’avvio di gara contro il Catania. Ed ha indossato la casacca titolare nel successivo posticipo di Castellammare di Stabia, partecipando alle inevitabili e sottili metamorfosi della difesa “Mister Laterza mi ha chiamato in causa ed io mi sono fatto trovare pronto- esordisce- Mi ha catechizzato alla cura dei dettagli in fase difensiva, quando sono subentrato in quei primi minuti concitati della sfida con gli etnei. Il nostro allenatore è encomiabile nel coinvolgere tutti noi calciatori, nell’aumentare la fiducia nelle nostre potenzialità, nel credere nell’aiuto reciproco”.

In campo e fuori, il cameratismo ionico è suggestivo: “Nel gruppo parliamo tutti sempre, ci confrontiamo su ogni aspetto- conferma De Maria- Ho un ottimo rapporto con Antonio Ferrara: prima della partita contro la Juve Stabia, mi ha confidato di conoscere alcuni giocatori, mi ha dispensato consigli e mi ha indicato dove stare attento. E’ un ruolo delicato, il suo rendimento è sempre stato costante e preciso”. L’ideologia dello stratega Giuseppe Laterza include il dogma del contributo e dell’efficacia dalle fasce finalizzato ad un proficuo sviluppo della manovra offensiva. Ne è consapevole, Vincent De Maria: “Fra le mie caratteristiche, annovero l’abilità ad arrivare sul fondo per mettere cross tesi alle spalle della retroguardia avversaria. Magari sono più adatto ad attaccare e devo migliorare sulla fase difensiva”. “Nell’uno contro uno, gli stabiesi erano forti e ripartivano con energia e razionalità, quindi la compattezza nel ripiegare e nel proteggere sulle corsie risultava fondamentale -racconta il laterale mancino- Però, nello stesso tempo, il mister mi ha detto di dare una mano davanti, di farmi trovare pronto, di gestire le sovrapposizioni, di confezionare suggerimenti per i trequartisti alti”.

Nel suo debutto dal primo minuto, a Francavilla Fontana, De Maria è stato collocato come esterno destro nel trittico offensivo: “Non percepisco differenze nel sistema tattico, le scelte le fa il mister: se mi chiede un adattamento avanti o dietro, anche in mezzo al campo, io sono disponibile e pronto ad offrire una mano alla squadra. Mi sento abbastanza eclettico su entrambi i versanti, dove c’è bisogno: siamo professionisti e siamo chiamati ad operare dove occorre”. La fase di non possesso e la diligenza del comparto arretrato ionico avevano rappresentato le armi della rivelazione Taranto: contro le vespe stabiesi, però, la stessa difesa è stata messa sotto accusa. “Stiamo ragionando sulle strategie, sulla meticolosità nelle letture e nelle transizioni negative, per evitare di commettere sciocchezze e stare più lucidi- commenta De Maria- Il mister valuta i nostri errori, ce li spiega durante la settimana, e noi ripartiamo da queste analisi condivise per vincere domenica, per ottenere tre punti casalinghi”. “Contro i campani, abbiamo incassato una ripartenza, abbiamo ricevuto due cross dall’esterno: Stoppa si è trovato da solo ed ha realizzato due gol. Non sono io a dare colpe o giudizi: è il nostro allenatore a monitorare tutto- continua- Per sincronizzare i nostri meccanismi ed intensificare l’intesa già esistente fra i singoli, noi dobbiamo essere più concentrati, più sul pezzo, non possiamo permetterci di commettere due ingenuità simili in una stessa partita. Lavoriamo dopo la terza trasferta negativa di novembre, ma la bontà della prestazione è un dato che ci dona fiducia”.

La dicotomia fra rendimento interno ed esterno è evidente, però: “Lunedì la partita è stata interpretata nel modo studiato: abbiamo giocato a viso aperto, abbiamo verticalizzato, non ci siamo demoralizzati nemmeno sul 2-0 ed abbiamo insistito con trame ragionate- precisa l’esterno- Anche dopo aver ridotto le distanze con Giovinco ed aver sbagliato sul terzo gol stabiese, la reazione c’è stata. Non siamo stati fortunati a sfruttare l’epilogo, come accaduto contro il Catania, stavolta per trovare il pareggio, però ripartiamo dalle cose buone che abbiamo compiuto”. “Sulle trasferte dispiace, soprattutto perché i tifosi accorrono numerosi per seguirci: vorremmo sempre regalare loro la vittoria- confida- Non penso che esista un problema di prestazione fra le partite in casa o quelle fuori: le interpretiamo tutte le domeniche così come le prepariamo durante la settimana, aldilà degli imprevisti”. L’occasione di rivincita coincide con la sfida ad un Messina in difficoltà: “Non dobbiamo vedere assolutamente la classifica, perché la compagine siciliana proverà a giocarsela a viso aperto per ottenere punti salvezza- precisa De MariaDovremo essere lucidi, sicuramente non commettere superficialità fatali: dobbiamo tornare subito alla vittoria per assicurare un lavoro settimanale più rilassato. La posizione in bilico del tecnico Capuano potrebbe stimolare pro e contro nell’atteggiamento e nelle motivazioni degli avversari. Guardiamo solo a noi stessi, per disputare la partita concordata col mister: come sempre, senza pressioni, esprimendoci con tranquillità”.

Alessandra Carpino