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Taranto calcio, “Regolamento da cambiare”

Entrambi erano spettatori interessati domenica allo “Iacovone” contro l’Arezzo ed hanno tastato, in un modo e nell’altro, alcune loro idee.

Il primo, Riccardo Di Bari, direttore sportivo attualmente senza incarico ma consulente di mercato di numerose società, ha espresso tacitamente un’idea, condividibile in modo concreto, che i rossoblù sono stati penalizzati da un regolamento davvero grottesco.

“Volete la risposta all’eliminazione del Taranto? E’ semplicissimo, l’Arezzo ha usufruito di ben due turni in meno ed è arrivato direttamente al terzo in quanto semifinalista di coppa Italia, gli jonici invece erano alla terza partita in otto giorni! Dico solo che così è penalizzante e basta, perché i toscani avrebbero dovuto iniziare i playoff dal primo turno, trovo ridicolo garantire un vantaggio a chi è andato in fondo alla coccarda tricolore a scapito di chi invece è arrivato secondo. Mi è bastato vedere come era la partita, i rossoblù erano stanchi fisicamente e mentalmente, gli amaranto, essendo reduci da due settimane di pausa, ovviamente al meglio della condizione, da qui ecco spiegato tutto”.

Un regolamento allora da rivedere?
“Ma senza ombra di dubbio! Lo dico con rabbia perché così hanno penalizzato una signora società che meritava di arrivare in fondo e che ora per poter usufruire del ripescaggio avrà enormi difficoltà come graduatoria. La Lega Dilettanti deve assolutamente cambiare le regole, è ridicolo che il Pontisola, finalista della coppa, sia ammesso direttamente al quarto turno!”

Quali le soluzioni?
“In primis assegnare un posto in semifinale solo a chi ha vinto la coppa, come il caso appunto del Pomigliano. Poi far partire tutti alla pari, cosa che invece non è stata tale, visto che toscani e lombardi hanno usufruito di due grossi vantaggi, mentre i partenopei hanno giustamente avuto un apporto diverso avendo conquistato il trofeo tricolore. Sto nel calcio da una vita, molti aspetti come questi penalizzano troppo diverse società a vantaggio di altre, vi sembra normale che il Taranto abbia dovuto disputare tre gare in una settimana?”

Riammissione d’ufficio difficile?
“Non è ora il momento adatto per parlarne, dipenderà da tanti fattori, l’unico posto sicuro è quello lasciato dalla Nocerina al momento. Poi vedremo a fine giugno come andranno le cose, ci sono parametri molto precisi rispetto al passato, anche se bacino d’utenza, blasone e storia contano tantissimo”.

Parola a Ranko Lazic, tecnico serbo trapiantato a Potenza, anch’egli sugli spalti ad aggiornarsi.

“Non entro nel merito di questioni relative al lavoro dei miei colleghi, quello che ho visto quindi lo tengo per me. Taranto ha un pubblico unico, un qualcosa di meraviglioso che anche contro di noi si è dimostrato tale, solo che chiaramente non basta per arrivare in alto. Per quanto mi riguarda non so se resterò a Francavilla in Sinni, devo parlare col presidente e vedere i programmi, ho delle offerte importanti e deciderò al momento”.

La vogliono Potenza, Monospolis ed una compagine capitolina di serie D.
“Nel capoluogo lucano vivo ed ho già declinato l’invito (i rossoblù potentini ripartiranno da Angelo Sisto, ndr) perché voglio tenere il lavoro lontano dagli interessi personali. Mi ha contattato anche la società biancoverde ed ho detto che possiamo riparlarne, quindi una romana, sono tutte situazioni che vaglierò per bene entro un paio di settimane. Ho un grosso rammarico, ossia di non aver vinto il campionato con i sinnici, avevamo un signor organico frenato dagli infortuni di Aleksic e Pisani, giocavamo il miglior calcio del girone, affermazioni queste fatte da tutti gli addetti ai lavori”.