02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Calcio

Carlo Florimbj: il ripescaggio del Taranto è doveroso

L’ex tecnico, artefice della miracolosa salvezza ai playout con il Ragusa: “La storia calcistica di Taranto merita rispetto. La serie D sta stretta”


Oggi è un osservatore per un club di massima divisione ed ha chiuso con la panchina per scelta personale. La sua scorza dura e schietta, da buon abruzzese doc qual è, non l’ha mai persa ed in questa intervista in esclusiva a Buonasera Taranto Carlo Florimbj, 67 anni ad agosto, si racconta senza peli sulla lingua.

“Ho deciso di smettere di allenare perché in questo calcio non ci sono più valori e rispetto dei ruoli, quindi ho avuto la possibilità di muovermi come osservatore regolarmente inquadrato in un sodalizio di serie A (di cui ha preferito non fare il nome). Ho chiuso tre anni fa a Brindisi, ormai qui per allenare bisogna presentarsi con gli sponsor e sinceramente queste “follie” non rientrano nel mio modo di ragionare”.

Nella sua parentesi tarantina rimarcò che era un calcio stile reality show…
“Ed oggi è ancora peggio, sembra quasi un gioco delle comiche allo sbaraglio! Non è possibile che qui il ruolo dell’allenatore venga sminuito a favore di Tizi e Cai che si credono di essere i padreterni di turno, allora ho scelto di dedicarmi ad altro e di ricoprire un ruolo diverso ed anche più rilassante, seguo partite e relaziono la società in merito agli elementi che visiono”.

I playout col Ragusa, spareggi indimenticabili.
“Un capolavoro che non fu apprezzato più di tanto però dall’allora presidente Blasi che decise di non confermarmi senza motivo. La cosa assurda è che voleva assistere agli allenamenti e prendere visione del mio lavoro per apprendere qualcosa a livello tattico, poi però era perennemente umorale e decise di darmi il benservito per ingaggiare un neofita della panchina (Raimondo Marino). Una cosa è certa, potrei decidere di tornare in panchina in caso di chiamata proprio del Taranto, la piazza in questione ha sempre fascino e trasmette adrenalina”.

A Teramo sono ripartiti dalla Promozione e sono arrivati in C unica, solo un caso?
“Assolutamente no, hanno reimpostato tutto da zero dopo la parentesi del compianto Malavolta ed ora hanno anche uno stadio nuovo e polifunzionale. La società ha gente seria e concreta, in grado di svolgere a dovere il proprio lavoro in ogni settore, caso raro di questi tempi ovviamente, ma di certo un modello da seguire, su questo non ci piove”.

A metà anni Novanta, quando allenava a Matera, conobbe un certo Saverio Columella, come lo giudica?
“Lo ricordo bene perché era un giovanotto che già assumeva atteggiamenti strani e che voleva entrare nel calcio. Veniva spesso alle partite ed amava mettersi al centro dell’attenzione, di sicuro ha avuto ragione con la vittoria del campionato, ma è anche vero che ha spesso mostrato l’altra faccia in modo molto esagerato in diverse circostanze”.

Ripescaggio possibile?
“Non è un discorso che si può impostare ora in modo approfondito, servono tempi adeguati per tastare al meglio il tutto, quindi ancora un mesetto abbondante. Lo spero di cuore per la città e la tifoseria, ho detto prima che solo per i rossoblù potrei riprendere in esame l’idea di tornare ad allenare. Anche perché ho ancora molto da dire e sebbene questo mondo è pieno di millantatori e personaggi poco onesti, di sicuro non mi spaventerei e l’ambiente ha sempre il suo fascino che pochi possono permettersi”.

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