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Davide Dionigi: Taranto, meriti di più

L’amarezza per la finale promozione in B mancata è ancora enorme ed ora il suo futuro potrebbe ancora essere in seno alla Cremonese, sebbene la sua conferma in grigiorosso è ancora incerta. Davide Dionigi, 40 anni compiuti lo scorso 10 gennaio, non nasconde tuttavia, in caso di riammissione d’ufficio, il suo desiderio di tornare a Taranto.

“Oggi sono rientrato a casa a Siena dalla città lombarda e quindi sto in attesa di capire se resterò ancora ad allenare qui o se dovrò valutare nuove opportunità di lavoro. Avevo un rinnovo automatico in caso di promozione, purtroppo l’arbitraggio ci ha frenati a Bolzano con un rigore inesistente fischiatoci contro con annessa espulsione ed ecco spiegato tutto, amen, si va avanti e non nascondo che, in caso di mancata conferma a Cremona ed eventuale chiamata da parte della dirigenza rossoblù, qualunque essa sia, potrei anche prendere in esame di tornare. Sono rimasto legatissimo all’ambiente e tramite Spagnulo e Redavid che fanno parte del mio staff sono sempre stato informato su tutto, peccato com’è finita contro l’Arezzo, ora spero che ci sia il ritorno dalla porta di servizio, anche se le dichiarazioni di Macalli non le riesco a capire, sembra che non siano tanto sincere”.

Otto partite alla guida dei grigiorossi sotto la benedizione di un certo Gigi Simoni.
“Un grande maestro che ho avuto come allenatore a Piacenza e Napoli e che è stato un onore averlo come direttore tecnico. La sua carriera parla da sé, campionati e trofei internazionali vinti, un’icona qui a Cremona che è stato il punto di congiunzione primaria tra società, squadra e tifosi. Amo allenare e voglio però ricominciare da luglio, non subentrando a stagione in corso, potevo andare a gennaio alla Juve Stabia e non me la sono sentita, poi ho scelto questo sodalizio blasonato, peccato solo che sia finita male l’avventura con questa immeritata eliminazione”.

Un centro sportivo all’avanguardia quello dei lombardi, si lavora bene?
“E’ una cosa meravigliosa, una struttura mastodontica con sei campi di calcio ed uno stadietto privato interno. Hanno saputo realizzare una vera e propria cittadella dello sport, credo che in pochi possono vantare una cosa del genere così bella, ci siamo allenati sempre su campi ben curati e questo è davvero un privilegio unico. Ho anche avuto modo di lavorare al Sant’Agata a Reggio Calabria, ma a Cremona hanno realizzato un centro che sembra simile ad Appiano Gentile e Milanello”.

Ad agosto ci rivediamo a Taranto?
“Sto valutando con mia moglie Cristina di fare un salto per salutare i vecchi amici e rivedere la città. Il cuore è sempre da voi e mi piacerebbe tornare, ovviamente in caso di Lega Pro unica visto che sarà oltretutto un campionato avvincente e ben equilibrato, quindi mi metto eventualmente a disposizione per poterne riparlare. Intanto sono d’accordo con la dirigenza lombarda che entro un paio di settimane ci rivedremo per valutare un’eventuale conferma che ovviamente dipenderà dai programmi e tanti altri aspetti, qualora dovessi decidere di accasarmi altrove potremmo riparlarne”.