31 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 31 Ottobre 2020 alle 15:37:55

Calcio

Gianpiero Clemente: “Sono stato massacrato”

Intanto stasera si riunisce il Cda del Taranto calcio: in primo piano c’è il nodo ripescaggio


La sua prima ed unica stagione in riva allo Jonio è stata costellata da numerosi alti e bassi. Ora è nella sua Palermo ed a quasi 36 anni il picciotto intende ancora proseguire a lungo la sua carriera sul campo, di sicuro però non a Taranto e Giampiero Clemente trova modo anche di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

“Sono amareggiato sia per la mancata promozione che per qualche assalto di troppo a livello mediatico nei confronti della mia persona. Nelle pagelle di fine anno ho trovato dei 4 che non riesco francamente a spiegarmi, non ci sto, evidentemente qualcuno non ha capito che ho dovuto convivere con un brutto infortunio in aggiunta anche a pali e traverse che mi hanno impedito di rendere al meglio. Le occasioni le abbiamo sempre costruite, purtroppo spesso qualcuno si dimentica di questo e trova modo di puntare contro il dito con poco costrutto”.

Il fantasista poi precisa.
“Molti hanno pensato che io fossi un giocatore finito per via dell’età, quello che mi dispiace e lo rimarco testualmente è che non hanno capito niente di me, sono tutti bravi a criticare se sbagli in partita, allora venissero agli allenamenti e si rendessero conto bene, aggiungendo anche che possono chiedere conferma al preparatore atletico se davvero non fossi al top della forma. Mi dispiace per la piazza e per i tifosi, qui a Taranto ho lasciato anche tanti amici e sono andato via con molta amarezza”.

Clemente infine precisa un altro aspetto: “Ho sempre condotto fuori dal campo una vita molto riservata, conducendo dei ritmi discreti e senza andare a cena fuori con Tizi o Cai di turno, forse questo a qualcuno ha dato fastidio".

Il suo futuro sarà altrove, cosa si sente di dire come saluto a Taranto?
“Sono stato benissimo nella vostra città ed ho stretto delle ottime amicizie, possono testimoniarlo in tanti. Mi rammarico solo di aver reso meno di quello che volevo, ma l’infortunio mi ha frenato ed a 35 anni suonati non è facile recuperare la forma dopo certi malanni fisici, poi nel ritorno ho disputato solo quattro partite da titolare, entrando a gara in corso per il resto. Chiaro, qualche partita l’ho sbagliata anche io, ma sentirmi dire che dopo la rissa di Marcianise meritavo addirittura una squalifica più lunga allora non ci sto, più di una testata giornalistica mi ha massacrato e questo non posso accettarlo. Abbraccio di cuore i tifosi rossoblù cui auguro di tornare nei professionisti, anche se parliamo di un pubblico da serie A e che ci sia maggiore attenzione nell’esprimere certe valutazioni nei confronti di noi calciatori”.

OGGI IL CDA
 
Il Consiglio d’Amministrazione in programma questa sera, inizio ore 20, sarà il tassello primario di una chiusura stagionale ricca di amarezze e rimpianti in vista di una progettualità di grosso piglio in proiezione di un possibile, quanto al momento molto difficile, ripescaggio nella C unica. Il direttore generale Domenico Pellegrini traccia un bilancio in merito.

“Sul fronte delle riammissioni d’ufficio (secondo una classifica ufficiosa il Taranto rientrerebbe all’undicesimo posto su dodici complessivi, ndr) è tutto un quadro come ho già rimarcato da tempo in divenire. Bisogna vedere requisiti, disponibilità economiche, se ci sono da parte delle società i presupposti in tal senso e soprattutto, particolare fondamentale, i posti liberi”.

L’uomo della Valle d’Itria rimarca un altro aspetto. “Bastava vincere contro l’Arezzo ed avremmo avuto una migliore graduatoria, purtroppo è andata come tutti sappiamo. Ora bisognerà vedere bene come andranno le cose, siamo ancora in una fase transitoria, ne riparleremo a tempo opportuno”.

Discorso quindi in divenire?
“Non ci sono dubbi, quindi possiamo parlarne a lungo di questo argomento, ma serve concretezza e soprattutto avere le carte in mano. Ora intanto bisogna chiudere la stagione, poi affronteremo il discorso”.          

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