x

x

Futuro del Taranto, non c’è solo Cerruti

L’imprenditore campano Cerruti; il lucano Nicola Benedetto, con al fianco la coppia Bongiovanni-Zelatore; alcuni soci di minoranza (i rumors parlano di Palmisano e Graniglia) pronti ad aumentare il loro peso.

Sono le tre opzioni sul tavolo, per quanto riguarda il futuro rossoblù, dopo la riunione del consiglio d’amministrazione del Taranto. Un Cda tenutosi nel quartier generale del vicepresidente – uscente – Mario Petrelli, a Carmiano. Una riunione lunga, cominciata tardi, ma che sembra aver davvero posto le basi per il calcio che verrà, in riva allo Ionio.

E’ stata deliberato prima di tutto un esborso da 200.000 euro per ‘chiudere’ la stagione in corso. Un fatto non da poco, viste le incertezze ed i timori che avevano caratterizzato i giorni scorsi.

Ma è sul futuro che, ovviamente, si concentrano le attenzioni. E come detto, sono diverse le possibilità che si aprono. Cerruti, patron dell’Agropoli, ha ufficializzato il suo interessamento mettendolo nero su bianco: l’imprenditore napoletano è in campo, quindi. Ma non è il solo ‘forestiero’ ad aver messo gli occhi sul calcio tarantino. In pista c’è Nicola Benedetto, imprenditore-politico lucano, reduce dal flop alle europee con Scelta Civica, un passato nella pallacanestro. Non è solo: con lui ci sono Tonio Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore, ex socio forte e presidente prima della rottura con Fabrizio Nardoni. Un progetto, il loro, alternativo alla presenza in seno al club dell’attuale assessore regionale all’Agricoltura. E’ tutta tarantina, invece, la pista che porta ad un rafforzamento nella compagine societaria di quelli che ora sono soci di minoranza.

I nomi, non ufficiali, sono quelli di Graniglia e Palmisano. Quello che pare certo è che qualcosa cambierà, nella stanza dei bottoni del Taranto Football Club 1927. Lo stesso Cda ha dato mandato al direttore generale, Domenico Pellegrini, di operare sul mercato, ripartendo dalla conferma di Aldo Papagni sulla panchina.

Infine, per quanto concerne il ripescaggio in Lega Pro, l’intenzione è quella di giocarsi le proprie carte, sapendo della difficoltà dell’operazione. Sarà un’estate calda.