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Davide Giorgino: Taranto, chiamami

Un suo ritorno in rossoblù è possibile, sebbene al momento dice di non aver avuto alcun contatto diretto con la società. A riposo nella sua Brindisi dopo una doppia permanenza a Matera prima e Chieti poi, Davide Giorgino, 29 anni, al momento attende la chiamata giusta e di certo lascia aperta una porta ad un ambiente che ha già vissuto per quattro anni di fila dal 2008 al 2012.

“Parto da una premessa sincera, non ho avuto alcun contatto con il Taranto, sebbene non nascondo che ho sempre a cuore la vostra città e la splendida tifoseria, di certo sono a disposizione per eventuali valutazioni”.

Dove ha sbagliato il Taranto?
“Sicuramente diversi punti gettati alle ortiche nel girone di ritorno hanno inciso enormemente nella mancata promozione, su tutti il pari di San Severo. Non mi soffermerei infatti sulla partita di Marcianise quale vera causa di tutto ciò, ci sono stati troppi errori anche in altre situazioni, fermo restando che la risalita operata da ottobre a maggio è stata davvero encomiabile e da applausi scroscianti. E’ chiaro che se dovessi tornare non ne faccio una questione di categoria, la piazza è unica ed imparagonabile ad altre come calore e passione”.

Cinque mesi a Matera, ma i biancazzurri erano davvero la corazzata del girone H?
“Sì, basti vedere i nomi che scorrevano nell’organico, parliamo di elementi esperti della Lega Pro che erano sprecati per la D, quindi non c’erano dubbi che militavo in una corazzata che avrebbe meritato di stravincere con largo anticipo questo campionato.
Il Taranto poteva anche farcela, ripeto, ha lasciato troppi punti per strada, ma con l’organico che aveva poteva anche battere i lucani nell’eventuale spareggio senza problemi, lo si è visto che comunque non era certo inferiore”.

Il presidente Columella come lo avrebbe visto a Taranto?
“So che non è molto amato da voi (ride di gusto, ndr)! Sicuramente come potenzialità economiche sarebbe una garanzia, anche se caratterialmente è un tipo particolare, non ci sta mai a perdere e spesso è umorale, ciò non toglie che comunque è un ambizioso e non fa mancare niente a nessuno, nei mesi in cui sono stato nella città dei Sassi ho sempre percepito puntualmente lo stipendio. Bisogna però premettere che Matera però ha meno pressioni di Taranto come ambiente, quindi è anche difficile mettere a confronto le due situazioni, quindi non so quanto sarebbe stato facile per lui investire nella città bimare”.

Allora ci rivediamo a Taranto?
“Per ora non so nulla, girano voci ma contatti diretti non ne ho avuti. Non avrei problemi a tornare, non ne faccio una questione di categoria, quello che conta è che ci sia un progetto vincente come merita la piazza”.