x

x

Così il Taranto si riscopre corsaro

Il Taranto

Vince chi osa. Ed anche chi sa attraversare la tempesta, chi sa sopravvivere. Sopravvivenza: è stato questo il termine col quale Giuseppe Laterza ha descritto l’ultimo, delicato periodo del Taranto. Quello della ricerca della qualità, delle strategie necessarie ed obbligate, delle infermerie piene, del recupero auspicato dei giocatori topici in alcuni settori del campo ed in generale nell’ideologia e nell’economia di gioco concepiti dall’allenatore rossoblu.

Non l’ha mai nascosto, mister Laterza: il prediletto sistema tattico del 4-2- 3-1 permette sinergie superiori fra i reparti, fluidità ed inventiva sui binari che propiziano la densità numerica di uomini in area di rigore avversaria, quindi la costruzione delle azioni da rete, ma consente anche sincronismo e sostanza nell’asse mediana e l’equilibrio di entrambe le fasi di possesso e non possesso palla. Un’idea ed uno sviluppo di manovra possibili grazie al ritorno di elementi fondamentali come Saraniti in attacco, Versienti sulla fascia, Falcone e Santarpia sulla trequarti. L’impresa contro i corallini rappresenta un autentico regalo sotto l’albero, eppure può “sorprendere” sino ad un certo punto: esiste un patto fortissimo, un legame indissolubile fra Giuseppe Laterza ed il suo gruppo. Il successo in trasferta era assente nelle statistiche ioniche da tre mesi: la giovane neopromossa squadra ha assicurato trenta punti in graduatoria, propedeutici all’obiettivo prioritario della permanenza in categoria.

Ed ha dispensato fiducia per un’inversione di tendenza fuori dalle mura amiche: contro i quotati campani, il Taranto ha interpretato ed applicato alla perfezione le nozioni tattiche studiate ed illustrate alla vigilia da Laterza. Sulle catene hanno funzionato progressioni e sovrapposizioni, in parallelo sull’asse Versienti-Mastromonaco a destra, De Maria-Santarpia (poi Falcone) a sinistra: tutti encomiabili, dall’eclettismo di Versienti (taumaturgico per l’emergenza in retroguardia) alla rivincita ed alla professionalità di Mastromonaco, dall’evoluzione disciplinata di De Maria alla fantasia ritrovata del giovane Santarpia e di Falcone. Senza dimenticare l’interazione fra Giovinco, ispiratore e filtrante tra le linee, e Saraniti, personificazione dell’attaccante classico, dotato di struttura, elevazione, fiuto, istinto e sostanza. “Era la partita che avremmo dovuto disputare, con la concentrazione e la determinazione giuste, contro una Turris forte, che esprime un gran calcio soprattutto in casa- è stato il commento di mister LaterzaHo chiesto ai miei atleti di giocare uomo contro uomo, di decifrare i duelli, di essere lucidi in tutte le situazioni: i ragazzi sono stati eccezionali, hanno interpretato la gara in maniera perfetta”. “Abbiamo approcciato bene ed abbiamo avuto subito due situazioni favorevoli con Santarpia, in occasione della prima lui ha anche colpito il palo- ha continuato il trainer ionico- Sapevamo che sarebbe stato un incontro difficile, poiché la Turris ostenta un ritmo altissimo e tanta qualità negli uomini davanti. La mia squadra ha disputato una grande prestazione, sarebbe riduttivo conferire meriti specifici”.

Alessandra Carpino