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De Vitis: “E’ il momento di tornare a vincere”

Oggi lavora come collaboratore tecnico del settore giovanile del Parma, a due passi da Piacenza, città nella quale da quasi 25 anni si è stabilito pur essendo originario di Lecce. Antonio De Vitis, cinquant’anni compiuti il 16 maggio scorso, ricorda con piacere quella doppia gara di spareggio che valse la permanenza in B.

“Era un altro calcio e soprattutto c’era una società solida all’epoca, quindi quella permanenza fu frutto anche di quest’ultimo aspetto, senza nulla togliere alla risalita che facemmo da gennaio in poi. Oltretutto negli ultimi cinque mesi di quella stagione dimostrammo di essere la compagine più in forma del momento e questo traguardo centrato ripagò i tanti sacrifici effettuati”.

Piacenza ha due squadre e la Pro è salita nei professionisti, come spiega questo?
“E’ semplicemente frutto di grande lavoro societario e tecnico, anche se questa compagine è poco seguita visto che la città non l’ha mai presa in considerazione in questi anni. Quando si sa progettare si arriva sempre ai massimi traguardi, niente è mai figlio della casualità, si è tentata la fusione ma il Piacenza “vero” non ha accettato e quindi avremo due squadre in due categorie diverse, potrà sembrare paradossale ma è così”.

Taranto nono nella graduatoria dei ripescaggi, possibile la riammissione d’ufficio?
“Mi sembra difficile, non credo che salteranno tante società. Sarei dell’avviso invece che bisognerebbe costruire un organico in grado di ben figurare in serie D, avvalendosi di gente preparata e competente, cosa che da tante parti noto che manca, quindi ecco spiegato tutto. E ripartirei da un allenatore esperto della categoria che conosca bene l’ambiente, serve solo saper fare tutto in modo concreto e senza fronzoli”.

Ha scelto di dedicarsi ai giovani, quindi non allenerà?
“Ho provato ad allenare i ragazzi qui a Piacenza, lanciando anche un giovane Alberto Gilardino oltretutto. Ma onestamente preferisco fare l’osservatore e dedicarmi giusto ad un ruolo esterno, non è per me svolgere questo ruolo ricco di difficoltà sotto tutti gli aspetti”.