x

x

Svolta Taranto calcio, “I Campitiello, una garanzia”

Lui i Campitiello li conosce da oltre quarant’anni e quindi sa bene chi sono i futuri nuovi padroni del Taranto (tranne clamorosi colpi di scena…).

L’ex centrocampista rossoblù Luigi Di Giaimo, oggi 64enne, originario di Santa Maria di Castellabate nel salernitano, ebbe i primi contatti con i fratelli Domenico e Francesco all’inizio degli anni Settanta quando militava nella Paganese ed in questa intervista esclusiva a Taranto BuonaSera illustra la loro figura.

“La famiglia Campitiello è da sempre una delle più quotate in Italia nel ramo imprenditoriale alimentare, ebbi modo di conoscere anche il loro padre che era un grande appassionato di calcio e che seguiva la Paganese ai tempi della serie D quando iniziai la mia carriera. Sono sempre state persone oneste e dedite al lavoro in modo concreto e preciso, senza mai sgarrare su niente, non a caso infatti hanno la loro attività anche improntata su altre città italiane ed hanno cercato di rilevare in passato la Cavese ed il Potenza. Sono sicuro che a Taranto faranno molto bene, quello che conta è che non ci siano troppe pressioni nei loro confronti, con un buon principio di progettualità sapranno sicuramente ritagliarsi i loro giusti spazi e centrare importanti traguardi”.

Montervino, tarantino doc, garantisce per loro.
“La presenza di uno della vostra città è già un grosso punto di partenza e questo è un aspetto di non poco conto di cui bisogna tenere ampia considerazione. Ora quello che conta è che presentino alla città un grosso progetto da cui partire per arrivare ad alti livelli, come meritano i colori rossoblù, cui sanno tutti che sono legatissimo”.

Cosa ricorda di loro?
“Innanzitutto i due fratelli Domenico e Francesco hanno iniziato a lavorare giovanissimi nell’azienda di famiglia, visto che provengono da una famiglia di imprenditori che hanno sempre dato il loro apporto al settore alimentare, quindi ricordo che già da ragazzi venivano al Torre di Pagani ad assistere alle partite. Li ho poi conosciuti meglio col passare del tempo e tastato con mano che si sono cementati sia professionalmente che umanamente in modo impeccabile, non a caso la loro attività imprenditoriale è ora una delle prime nel nostro Paese ad aver acquisito anche importanti riconoscimenti”.

Insomma una garanzia dopo anni di amarezze?
“Partiamo da un presupposto chiave e conciso, non bisogna gettargli subito la croce addosso ed anzi, cercare di farli lavorare serenamente. Sono persone umili, riservate e poco amanti dei riflettori, conta principalmente che si faccia un passo alla volta, anche se so bene quanto la città voglia tornare nel calcio che conta ed il ripescaggio nei professionisti potrebbe essere già un grosso punto di vantaggio in questione”.

Di Giaimo, siamo ai saluti, cosa si sente di dire ai tifosi rossoblù?
“Che finalmente possono contare su una società costituita da persone serie e perbene.
Li esorto solo a capirli ed ad avere pazienza, il calcio odierno è ben altra cosa, purtroppo in negativo, rispetto ai miei tempi, quindi quello che consiglio è di avere la giusta pazienza e di non dare addosso al primo errore, viviamo un’epoca già di per sé difficile sotto tanti aspetti, quindi calma e gesso”.