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Quote del Taranto calcio, ora si alza la tensione

Si alza la tensione in merito al passaggio del Taranto ai fratelli Campitiello. Alcuni soci ‘minori’ non hanno ratificato la cessione delle quote – bisogna arrivare al 98% – e questo fa temere che l’operazione possa saltare. Giovedì appuntamento a Pagani, dove risiedono gli imprenditori campani: è in quella che sede che dovrebbe chiudersi la partita e nascere il nuovo Taranto, quello guidato dai fratelli salernitani.

A prendere posizione sono i tifosi fuorisede, il cui coordinamento ha diffuso una nota in cui si “esprime sdegno e rabbia di fronte agli ennesimi teatrini che hanno visto anche oggi protagonisti alcuni soci del Taranto Fc e che rischiano di vanificare la cessione della società ma soprattutto il futuro stesso della gloriosa maglia rossoblù. Infatti non solo da parte dei soci recalcitranti in questi giorni sono arrivate esclusivamente manovre di disturbo ma non sappiamo nemmeno se, in caso di mancata cessione, esista un progetto alternativo, cosa preveda e chi lo finanzi.  Pertanto, stanchi dei continui ritardi e tentennamenti e delle strategie sotterranee sfibranti che vanno a unico danno delle coronarie dei tifosi, il Coordinamento chiede a tutti i soci del Taranto un atto di responsabilità nei confronti della città agevolando la cessione in tempi strettissimi, come del resto dichiarato alla stampa ed alla tifoseria solo qualche giorno fa, in modo da consentire la programmazione della prossima stagione e il tentativo del ripescaggio nella Lega Pro unica. Diversamente, qualora la trattativa dovesse saltare, i soci dovranno assumersi le loro responsabilità di fronte a una tifoseria intera che questa volta non farà sconti a nessuno”.

A tirarsi fuori è, intanto, Pasquale Di Cosola si tira fuori. Attraverso una nota firmata dal legale incaricato dell’imprenditore barlettano, Di Cosola fa sapere che “ha manifestato, nei giorni scorsi, la volontà di acquisire il pacchetto di maggioranza del Taranto Fc 1927, attraverso formalizzazione di specifica proposta e presentazione di garanzie presso il notaio designato. Nel ribadire la validità e la serietà della suddetta proposta, che prevedeva, tra l’altro, l’accollo di 350.000 euro relativi alla situazione debitoria del club sportivo, la presentazione di domanda di ripescaggio, nonché la collaborazione con l’imprenditoria locale, si rappresenta che ad oggi non è pervenuto alcun cenno da parte di alcuno e si prende atto che, da quanto si apprende dalla stampa, pare che la volontà dei vertici societari sia stata quella di cedere ad altro proponente. Pertanto, spiace dover comunicare che il tempo per la accettazione della proposta è trascorso infruttuosamente per cui la stessa si intende revocata per cause che non dipendono assolutamente dalla volontà del signor Di Cosola. Spiace, ancora, rilevare che il signor Di Cosola sia stato oggetto di critiche immotivate, rispetto alle quali ha ritenuto di non alimentare polemiche, essendo il mio assistito esclusivamente interessato a perseguire la realizzazione di un serio progetto di rilancio del calcio a Taranto, attraverso la formulazione di quella che appariva essere una offerta vantaggiosa e certamente praticabile da subito”.