26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 10:54:25

Calcio

Campitiello alla guida del Taranto, tempi più lunghi

Non è fissato l’appuntamento dal notaio di Pagani. E si riparla di “due diligence”


Sembra un po’ il gioco dell’oca, tra passi avanti e indietro. Tutto in uno scenario che cambia drasticamente da un’ora all’altra. La sudatissima cessione del Taranto agli imprenditori salernitani Francesco e Domenico Campitiello, oggi, appare più lontana.

Doveva essere il giorno decisivo, con le firme davanti al notaio di fiducia dei titolari della Jomi, a Pagani. Ma da fonti vicine ai Campitiello si apprende come non ci sia in agenda alcun appuntamento, almeno per ora. Nel contempo, riprende quota l’operazione già prospettata agli inizi della trattativa, quella cioè di una ‘due diligence’, il “processo investigativo che viene messo in atto per analizzare valore e condizioni di un’azienda, o di un ramo di essa, per la quale vi siano intenzioni di acquisizione o investimento”.
Non sarebbe ancora chiaro, quindi, l’effettivo valore delle quote del Taranto Football Club 1927, in ragione anche di una massa debitoria consistente, che sforerebbe i 450.000 euro.

Questo, mentre ieri sera si è arrivati alla fatidica “quota 98”, con il raggiungimento del 98% delle quote indicato dai ‘fratelli Jomi’ come obiettivo dell’acquisto. E’ stato il medico sociale, Guido Petrocelli, ad acquisire le procure mancanti, “e pur non condividendo le modalità ed il clima in cui si sono svolti gli avvenimenti” ha scritto in una nota stampa “ha provveduto a consegnare tutta la documentazione al notaio Latorraca che è pronta a stipulare l’atto di vendita delle quote anche ad un corrispettivo simbolico, una volta noto il nome della società acquirente purchè vi sia garanzia sull’affidabilità circa la continuazione dell’attività sportiva e la domanda di ripescaggio così come rappresentato più volte dalla Fondazione Taras 706 a.C.”.

La cifra messa in campo dai Campitiello è (era?) di 225.000 euro, con tutti i debiti in capo ai soci uscenti; ma la “due diligence” modificherà questa impostazione? Si rischia di ricominciare tutto daccapo? Rispondere, adesso, è impossibile. Il che la dice lunga sulla situazione attuale del Taranto, in un clima di accuse (sempre meno velate) tra i soci uscenti e di sospetti che rischia di avvelenare definitivamente i pozzi del calcio rossoblù, già passato nel recente passato da sconfitte dolorosissime ai playoff per la B, ad un fallimento societario, l’ennesimo, nel 2012, sino all’esilio dal professionismo e agli ultimi due campionati in una categoria mortificante per un capoluogo di 200.000 abitanti, la serie D.

 

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