Parla Domenico Campitiello: “Rimane il nodo dei debiti”

Il nodo debiti resta da sciogliere. E per il passaggio di quote del Taranto Fc dai soci tarantini ai fratelli Francesco e Domenico Campitiello non siamo ancora alla fumata bianca.

I tempi, anzi, rischiano di allungarsi, in un gioco di ‘botta & risposta’ in cui nessuna delle due parti – almeno per ora – scrive la parola fine, in un senso o nell’altro.

Domenico Campitiello ha scelto ancora Taranto BuonaSera per spiegare – dal punto di vista degli imprenditori di Pagani – l’evolversi della delicatissima situazione che ruota attorno al club calcistico ionico.

Campitiello, i soci del Taranto avevano chiesto una risposta, entro le 19 di oggi, alla loro ultima email. Una delle condizioni per la cessione del club è la presentazione, da parte vostra, della domanda di ripescaggio in Lega Pro. Ci state o no?
“Siamo stati in riunione fino alle 2 di stanotte ed abbiamo risposto alla mail certificata inviataci dalla dirigenza rossoblù, specificando a dovere come stanno le cose. Ora spetta solo ed unicamente a loro dirci come stanno le cose, di sicuro le ‘pec’, le email con posta certificata, sono chiare ed indiscutibili”.

Ma il ripescaggio?
“Abbiamo l’impegno morale e ci auguriamo che non ci siano intoppi, di stipulare l’atto di acquisto entro lunedì 21 con la parola d’onore che diamo che siamo anche in grado di fornire la fidejussione per poter usufruire della possibile riammissione d’ufficio nei professionisti”.

L’altra questione sul tavolo è quella dei debiti.
“Su questo dico chiaramente che dobbiamo ancora trovare un accordo. Bisogna appianare la situazione debitoria presente e la ‘due diligence’ – una società si occuperà di revisione e di controllo dei bilanci – deve anche avere i suoi tempi nel certificare a dovere tutta la documentazione inerente al bilancio”.

Questo rischia di allungare ancora i tempi, non è fonte di preoccupazione per voi?
“Di sicuro non bisogna stare a cullarsi troppo ci sono delle contingenze molto precise da rispettare. Da parte nostra abbiamo pronta l’intera documentazione e manca appunto solo quella di questa società di controllo per completare il tassello. Siamo pronti, a metterci anche una parte della nostra disponibilità per ripianare la massa passiva, ma anche i soci uscenti devono fare altrettanto. Il tutto nel quadro di sana coerenza ed aiuto reciproco”.

C’è un’altra data di riferimento?
“Entro le 19 di domani intanto attendiamo una risposta inderogabile e quindi entro venerdì prossimo la due diligence dovrebbe completare il proprio lavoro per certificare in modo preciso quanto dichiarato da parte della dirigenza uscente. Bisogna fare tutto in modo cristallino ed attento, una volta effettuato tutto questo oltre alla stima del valore nominale delle quote si può procedere alla fase conclusiva”.

Ma per il ripescaggio il termine è il 28 luglio…
“L’ammissione d’ufficio in Lega Pro è un passo fondamentale per vari motivi, primo tra tutti perchè si può programmare a dovere ogni cosa ed anticipare anche un anno di lavoro oltre che di gestione, tenuto conto che i campionati non si vincono a parole e spesso il campo può sovvertire i pronostici. Ma bisogna, come ho specificato testualmente, fare le cose presto, non si può perdere altro tempo, ci sono delle contingenze tecniche che comportano, cronolo-gicamente parlando, ulteriori slittamenti e quindi prima si certifica a dovere il bilancio e meglio è”.

Guardando al futuro: che Taranto immagina?
“Vogliamo creare in primis una fitta rete di osservatori, quindi un modello societario all’avanguardia e rivoluzionario rispetto al passato. Siamo ambizioni e contemporaneamente essere ambiziosi, intendiamo dare un taglio netto al passato perchè la piazza merita un progetto di qualità e non di chiacchiere prive di costrutto. Quando, se Dio vuole, chiuderemo l’acquisizione del sodalizio rossoblù, specificheremo a dovere i nostri programmi che sono improntati solo ed esclusivamente in modo trasparente e cristallino, del resto siamo gente leale e corretta, lo capiranno se tutto va come si spera, anche i tarantini”.

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