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Antonio Santarpia: «Taranto, un orgoglio»

Il Taranto - Antonio Santarpia

“Ora bisogna bere, ora bisogna far risuonare la terra con piede libero”: i versi scritti dal celebre poeta latino Quinto Orazio Flacco, originario di Venosa ma ispirato dalla Taranto capitale della Magna Grecia, rappresentano un canto di trionfo per la fine di una tirannia. Parole che diventano originale metafora calcistica per quel sortilegio della serie D dalla quale lo stratega Giuseppe Laterza ed i suoi guerrieri rossoblu hanno liberato la piazza ionica. S’inseriscono in uno speciale paradigma che rimanda alla sfida decisiva contro il Lavello, disputata proprio sul campo venosino, nell’epilogo del campionato del giugno scorso.

E ne rintracciano anche l’eroe: Antonio Santarpia. Icona della promozione, dell’ascesa ritrovata sui palcoscenici del professionismo. Giovane emblema di intuito immediato, di spensieratezza, di fantasia, che ha suggellato la vittoria in una partita decisamente epica per le sue trame, i suoi sviluppi, i suoi capovolgimenti di fronte, la sua catarsi emotiva finale. “Sono molto contento dell’anno che ho trascorso a Taranto, sono orgoglioso dell’impresa che la squadra ha compiuto nel passato torneoesordisce Antonio Santarpia- Altrettanto fiero del percorso che abbiamo intrapreso nell’attuale campionato di serie C, categoria che abbiamo meritato di riconquistare. Speriamo di continuare così”. L’antologia degli under di valore indovinati dal direttore sportivo Montervino, in simbiosi operativa con mister Laterza, è impreziosita dalle gesta del funambolico talento nativo di Castellammare di Stabia e coltivato nel vivaio del Benevento: Santarpia ha stipulato un accordo triennale col sodalizio ionico, è un neofita nel contesto del calcio di spessore e promette di regalare estro, equilibrio e funzionalità tattica al Taranto che attende di riprendere i duelli agonistici del girone di ritorno, interrotto immediatamente dopo l’esuberante successo contro la Turris.

“ Il salto di categoria? Sono sempre lo stesso, con entusiasmo intatto. Sia quando ho affrontato il campionato di serie D, sia per la mentalità e l’approccio che mi sono stati richiesti adesso in Lega Pro- confida Santarpia- Sono molto contento della mia crescita professionale, soprattutto perché si tratta del mio primo anno tra i professionisti, però resto sempre uguale, umile e grato. E’ ovviamente un torneo molto più competitivo rispetto a quello dell’anno scorso, ci sono molte squadre ambiziose ed organizzate, allestite con precisione per raggiungere i rispettivi traguardi”.

La prospettiva di una freccia in più nell’arco del condottiero Laterza è avvalorata dal recupero di quello stato fisico che ha compromesso un contributo costante da parte del giovane attaccante campano: “C’è stato un mese in cui ho avuto dei fastidi al flessore, stesso punto in cui mi ero fatto male lo scorso anno: non sono riuscito ad allenarmi con continuità con la squadra durante la settimanaconferma Antonio Santarpia- Il nostro allenatore schiera chi è al 100% della forma fisica ed io non lo ero, in quel periodo: mi ha monitorato con attenzione. Con mister Laterza ho un ottimo rapporto, lui mi offre molti consigli sul modo di impostarmi in campo, sulla fase realizzativa soprattutto”. Collocazione prediletta ed in chiave offensiva, naturalmente: nel 4-2-3-1, Antonio Santarpia ispira e s’inserisce, si trova a proprio agio, garantisce imprevedibilità e sigilli: “A me piace molto partire da sinistra, ma anche giocare vicino alla porta, come seconda punta- sorride- Esterno mancino è il ruolo più consono, quello che preferisco sulla linea dei tre trequartisti”.

Etichetta felice e tributi dispensati per il Taranto, miglior neopromossa del girone meridionale: “Come annunciato all’inizio della nostra avventura, il nostro obiettivo coincide con la salvezza. Poi, una volta raggiunta, certamente non ci fermeremo e continueremo a fare bene. La nostra è una squadra forte sia nei singoli che nel gruppo, qualità che credo si veda proprio sul campo. Ci piacerebbe arrivare ai play off, per divertirci ma solo dopo aver raggiunto la quota indispensabile alla permanenza in categoria. Non è l’obiettivo prioritario, ma un’occasione in più”. Trepidazione per la ripresa del campionato, bloccato a scopo precauzionale dai vertici per la crescita dei contagi da variante omicron fra i tesserati ed in attesa della vidimazione del rinnovato protocollo sanitario: “In queste settimane di sosta forzata, ci stiamo allenando con continuità, come se dovessimo esibirci la domenica in partita- assicura SantarpiaAdesso è importante mantenere alta la concentrazione ed approfittarne per perfezionare ogni meccanismo, come per recuperare energia fisica e la migliore condizione atletica. Stiamo già valutando il prossimo, previsto impegno con la Paganese nel migliore dei modi: non è stato semplice trasformare lo studio sugli avversari di turno. Sicuramente sarà dispendioso affrontare gare complicate in pochi giorni: il calendario di febbraio ci impone parecchi incontri ravvicinati, che includono i due recuperi contro Campobasso e Palermo e trasferte lontane come quelle in terra laziale. Un periodo che metterà alla prova la nostra resistenza e la nostra intelligenza”.

La compagine rossoblu, però, vanta un’identità precisa ed un decisionismo nel superare la precarietà e l’ostacolo: “Dobbiamo affrontare ogni partita con l’atteggiamento giusto, con la voglia e la determinazione di portare a casa il risultato, perché è questo che ci contraddistingue come squadra e come gruppo- fa eco l’esterno classe 2000- Il girone di ritorno sarà difficile perché molte formazioni si organizzeranno, magari correggeranno le imperfezioni dopo il mercato invernale, potrebbero trasformarsi ed esprimersi in maniera diversa, originale. Ma noi siamo pronti alla battaglia nel modo ideale”. Tempo di calciomercato, tante le indiscrezioni che si susseguono in merito al corteggiamento verso i protagonisti rossoblu: un “gioco delle parti” che non intacca lo spogliatoio ionico, però: “Circolano tante voci, ma noi viviamo il momento nel migliore dei modi, senza turbamenti- ammicca Santarpia- Se dovessero arrivare altri giocatori, saranno accolti con piacere ed integrati in un gruppo già affiatato. Esiste un bel clima fra noi, non sarebbe facile per nessuno separarsi dal Taranto”.

Alessandra Carpino