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Quando Gento giocò a Taranto

Quando Gento giocò a Taranto

Quando, l’8 settembre 1968, strinse la mano di un emozionatissimo Napoleoni per il canonico scambio dei gagliardetti, era già una leggenda. Il calciatore capace di vincere sei Coppe dei Campioni. Se n’è andato, ieri martedì 18 gennaio, a 88 anni: e, oltre mezzo secolo dopo quella incredibile amichevole giocata dal suo Real Madrid a Taranto, Francisco Paco Gento resta l’unico nella storia del calcio ad essere stato incoronato sei volte campione d’Europa. Certo, era un altro calcio. Un altro mondo, un altro Taranto, un’altra Taranto. Che sogno, però: il Real Madrid che viene a giocare contro una squadra italiana di terza serie, davanti a 18.000 spettatori increduli, più che entusiasti.

Era il Taranto, quella squadra; il Salinella, quello stadio. Era Gento, il capitano dei blancos sbarcati come alieni in questa periferia calcistica italiana, a sorridere, salutare il pubblico, baci e inchini, un matador nell’arena esultante. Finirà 0-4 per il Real Madrid contro il Taranto: ma che importa del risultato, che già a scrivere “il Real Madrid contro il Taranto” sembra uno scherzo. Invece, è storia. E nella storia di Gento c’è anche questo passaggio a Taranto. E’ stato il Real – di cui era presidente onorario – ad annunciare la morte dell’ex campione. Come detto, l’unico calciatore ad avere vinto in carriera per ben sei volte la “vecchia” Coppa dei Campioni, ora Champions League, e con Paolo Maldini uno dei due giocatori a disputare otto finali della competizione più importante del Continente. Gento ha giocato con la maglia bianca fra il 1953 e il 1971: in 18 stagioni agonistiche ha vinto 24 titoli e segnato 182 gol. Ha indossato la maglia della Nazionale spagnola in 43 occasioni. Occupa, assieme al francese Just Fontaine, il trentesimo posto della speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo stilata dall’Iffhs.

Il Real Madrid che venne a giocare a Taranto era campione di Spagna in carica, tredicesimo successo nella Liga, e due anni prima aveva vinto la sesta Coppa superando a Bruxelles il Partizan Belgrado. Gento, che aveva vissuto l’epopea dei cinque trionfi consecutivi (1955-1960) agli albori della manifestazione, era capitano anche in quella occasione. Tutti spagnoli, i giocatori del Real Madrid, tutti jugoslavi quelli del Partizan: il football delle multinazionali era là da venire. Il Real, l’11 maggio del 1966, vinse in rimonta dopo essere andato sotto al 55’: finì 2-1. L’apoteosi dell’epoca d’oro di una squadra mitica, che però dovrà aspettare trentadue anni per tornare ad alzare la coppa. Ma non è il caso di parlarne qui. Non ci si stancherà mai di parlare, invece, di quando una leggenda venne a giocare anche se solo per 90 minuti nello stadio del rione Salinella, ancora senza nome all’epoca. Non è stato solo un sogno.