Calcio

L’ex presidentessa Zelatore: “Taranto? No grazie”

“I tifosi non ci vogliono”. Nuovo incontro con gli emissari dei Campitiello


A metà tra una telenovela latino-americana ed una commedia dell’assurdo, l’incredibile vicenda della cessione (?) del Taranto Football Club vive una nuova puntata.

Quando pareva certo un ritorno in sella della coppia Zelatore-Bongiovanni, ecco il nuovo colpo di scena, con la rinuncia – via comunicato stampa – dell’ex presidentessa e del ‘socio forte’.

“Da mercoledì 16 luglio a seguito delle dimissioni del Consiglio di Amministrazione della ssd Taranto Fc 1927 e della interruzione della trattativa tra la stessa società ed i fratelli Campitiello (lunedì) abbiamo responsabilmente incontrato alcune persone ed alcuni soci rappresentativi attualmente presenti all’interno della Società (Nardoni, Petrelli, Petrocelli, Palmisano, Fondazione Taras) al fine di valutare congiuntamente una ipotesi sportivo-progettuale di valenza pluriennale che potesse – partendo dal necessario ed urgente ripianamento del debito della società – consentire di programmare il prossimo campionato nel minor tempo e nel miglior modo possibile coinvolgendo anche alcuni soggetti nuovi all’interno del sodalizio (Riccardo Caracuta)” scrivono i due.

“A tal fine, nella serata di venerdì 18 luglio, abbiamo anche incontrato i signori Domenico Napoli e Francesco Montervino, persone squisite e disponibili. A fronte di tale attività determinata dalla consapevolezza che – allo stato attuale – non è più possibile procrastinare il tempo del fare rispetto a quello del riflettere, abbiamo registrato una perdurante problematicità nei rapporti tra alcuni soci, l’ostilità di una parte della tifoseria che attraverso i social network ha espresso il suo dissenso nei confronti di tale ipotesi e l’assenza di altra parte della Città che non si è espressa in alcun modo. Pertanto, poiché il fine che ci ha motivati ad operare in questi giorni era essenzialmente ed esclusivamente quello di offrire un contributo disinteressato alla soluzione delle problematiche societarie collegate alla presenza del calcio a Taranto, nel ringraziare coloro che hanno comunque dedicato tempo nell’ascoltarci, invitiamo chi può, oggi, decidere le sorti del sodalizio detenendone tuttora circa il 70% delle procure a cedere delle quote, a valutare serenamente e responsabilmente l’esistenza di ipotesi di gestione alternative anche attraverso offerte di collaborazione da parte di soggetti esterni alla città. Le nostre quote sono sempre a disposizione per essere cedute a chi presenterà un progetto compatibile e gestibile per la nostra città ritenendo conclusa da ora in poi ogni nostra iniziativa nella direzione precedentemente illustrata”.

E ora? Zelatore e Bongiovanni sembrano, con questa mossa, aver passato la palla alla Fondazione Taras, lacerata al suo interno dalle polemiche seguite alle dimissioni del presidente Andriani e dei componenti del direttivo Fullone e Quaranta. Il rischio è quello di una deriva tutti-contro-tutti, mentre l’inizio della prossima stagione è alle porte e il Taranto, al momento, semplicemente non c’è.

 

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