Calcio

D’Ignazio, bandiera ammainata: “Meritavo maggiore considerazione”

L’amarezza dell’ormai ex vice allenatore rossoblù: “Ma continuo a fare il tifo per il Taranto”


L’amarezza è enorme e del resto essendo un tarantino doc sente la maglia rossoblù nella pelle da sempre.

Gilberto Pulpito D’Ignazio ufficialmente non è più nei quadri tecnici del Taranto, stante la scelta della nuova dirigenza di puntare su Massimiliano Favo (suo ex compagno di squadra ad Ancona nella stagione 2000-2001 in B assieme a Francesco Montervino sotto l’egida di Fabio Brini allenatore) e sul probabile vice Michele Califano.

“Sono molto mortificato e non nego che non mi aspettavo questo benservito, ma nel calcio ci sta tutto perchè è ovvio che non essendoci mai riconoscenza ci si deve giocoforza adattare e prendere atto delle decisioni. La dirigenza appena subentrata ha deciso così, ne prendo atto e guardo avanti, per fortuna posso permettermi di stare fermo un pò e quindi mi aggiornerò seguendo partite in giro per l’Italia”.

San Cataldo si conferma amico dei forestieri quindi?
“Mai verità come questa fu esatta! (ride). Si, purtroppo è così, ora ci sarà un nuovo tecnico col quale, ironia della sorte, sono stato compagno di squadra ad Ancona assieme allo stesso Montervino. Mi dispiace, tutti sanno quanto sono legatissimo a questo ambiente ed a questa città, mi auguro di tornare presto a lavorare”.

Campitiello le sembra la scelta giusta?
“E’ una persona seria ed i propositi si vedono tutti, quindi sono convinto che finalmente si sia imboccata la strada giusta per aprire, si spera, finalmente un ciclo duraturo. Ora è chiaro che bisognerà costruire una squadra vincente per la serie D od augurarsi il ripescaggio in Lega Pro, di sicuro questa splendida tifoseria deve tornare nelle categorie che le competono”.

In conclusione, cosa si sente di dire a questa nuova dirigenza?
“Di lavorare al meglio e di garantire a città e tifosi le soddisfazioni che si meritano dopo anni di delusioni cocenti ed amarezze enormi. Ho un grosso rimpianto, ossia non aver conquistato come vice di Papagni qualcosa di importante con questa maglia, visto che ho anche alle spalle una carriera sul campo ricca di soddisfazioni con una coppa Italia vinta a Vicenza e diverse parentesi europee con gli stessi veneti e l’Udinese, meritavo quindi una maggiore considerazione di sicuro. Ma come ho detto prima, ormai non servono più a niente i meriti, quindi non aggiungo altro e penso al futuro, auguro ovviamente al Taranto di tornare dove gli compete”.
 

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