Calcio

Ripescaggio in Lega Pro, ore decisive. Lo sprint dell’Arezzo

I toscani possono tornare in gioco, ma il Taranto non demorde. Incognita Akragas


Ripresa la preparazione dopo due giorni di riposo, in casa rossoblù la situazione si mantiene ovviamente stantìa per via della questione relativa alla riammissione d’ufficio in Lega Pro, la cui ufficialità dovrebbe esserci nella giornata di domani, visto che in quella odierna sarà discusso il ricorso presentato dal Novara all’Alta Corte del Coni e la relativa decisione sarà ufficializzata, salvo slittamenti, nella mattinata di venerdì.

La querelle in questione, in ottica di C unica ovviamente, ha visto ora la possibile rimonta dell’Arezzo che ha garantito che presenterà domanda sebbene ha il problema dello stadio comunale non a norma e dell’Akragas, la cui primaria questione è quella dell’installazione dell’impianto di illuminazione che, a detta dell’Enel con apposita certificazione, verrebbe effettuata in meno di un mese.

E’ chiaro che siamo ancora nel campo delle ipotesi, visto che ora si sta anche valutando, sebbene l’ipotesi appare molto impraticabile, di bloccare le retrocessioni dalla serie B e quindi allargare la cadetteria a 24 squadre con conseguente ovvio cambiamento anche della Lega Pro stessa che a sua volta si allungherebbe con tre compagini ripescate per completare il quadro delle 60 società aventi diritto.

Ancora una volta quindi l’ennesima estate di fuoco è viva più che mai e potrebbe rispolverarsi quella situazione che fu già tale nel 2003 quando ci furono le riammissioni d’ufficio delle retrocesse più la Fiorentina, vincitrice a sua volta della vecchia Seconda Divisione e che usufruì incredibilmente di un doppio salto di categoria.

Ed ancora una volta c’è di mezzo il Siena, allora per la vicenda Martinelli che comportò i numerosi ricorsi ai Tar regionali da parte di Luciano Gaucci per conto del Catania ed ora per la mancata iscrizione al torneo di serie B per questioni societarie, sembra quasi uno scherzo del destino, ma a due giorni dalla partenza dei campionati è ancora tutto in alto mare.

Taranto attende e spera, patron Campitiello ha tutte le carte in regola ed ha presentato la documentazione necessaria, ancora poche ore ed avremo un quadro più cognitivo, ci si augura, in merito.

Attualmente sono due tecnici, coetanei oltretutto, fuori dal giro per una serie di vicissitudini. 

Apre per primo Mimmo Recchia, fresco di mancata conferma alla guida degli Allievi rossoblù: “Hanno scelto di ingaggiare al mio posto Salvatore Delvecchio ed alla fine ne ho preso atto senza fare polemiche, di sicuro quando cambiano le proprietà succede spesso questo, ne prendo atto sia pure con rammarico. Sono orgoglioso di sapere comunque che molti ’98 da me allenati nei mesi scorsi andranno ora nella juniores, questo mi fa molto piacere”.

Confermati Cazzarò alla guida della juniores e Malacari coi giovanissimi, è andato via anche Passariello. “Purtroppo sono scelte dirigenziali sulle quali non possiamo mettere bocca”.

Come vede l’Hellas Taranto? 
“Mi fa piacere sapere che vogliono ispirarsi al Chievo Verona, è anche un modo per rilanciare la tarantinità che invece nella principale compagine cittadina è scomparsa quasi del tutto. Sono dell’avviso che è anche la mentalità giusta per contenere i costi che nei dilettanti sono molto onerosi, mi auguro che facciano bene. Intanto sono contento che mio figlio Simone si stia allenando con la prima squadra, il tecnico Favo stravede per lui e questa è una grandissima soddisfazione”.

Parola al tecnico barese, ex Massafra, Angelo Sisto: “Ho ricevuto delle chiamate ma non ero convinto, quindi preferisco dedicarmi alla mia attività commerciale ed alla scuola calcio che ho qui a Bari. E’ un calcio malato quello odierno, mi trovo meglio coi piccoli cui posso insegnare i fondamentali senza troppe pressioni, di sicuro è meglio così”.

Come giudica l’Hellas Taranto?
“Il gruppo è valido e guidato da un ottimo collega come Latartara, ciò non toglie che non sempre queste cosiddette seconde squadre possono essere un buon viatico per il futuro, sono situazioni da gestire con molta attenzione. Il presidente Occhinegro però è uno di carattere e sa come fare tutto nel migliore dei modi, non devono certo essere l’alternativa al Taranto, ma devono in primis puntare alla valorizzazione dei giovani”.
 

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