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Il Taranto cede le armi allo “Iacovone”: 0-1 contro il Catanzaro vicecapolista

Il Taranto

L’onore delle armi nel fortino violato. Il Taranto perde l’imbattibilità interna e soccombe di misura alla vicecapolista Catanzaro, che espugna lo stadio “Iacovone” grazie ad un colpo di testa di Fazio che raccoglie la traiettoria perfetta di un calcio di punizione confezionato da Vandeputte al 13’st, insistendo così in una marcia perentoria di sei vittorie inanellate consecutivamente e generando pressione al Bari in vetta. Obiettivi diametralmente opposti per i rossoblu di Giuseppe Laterza, i quali non riescono ancora a marchiare a fuoco il primo successo del nuovo anno solare, nonostante una quota rassicurante in classifica, propedeutica alla permanenza in categoria, ed a fronte di due gare da recuperare rinviate al prossimo mese (l’esibizione parziale contro la Vibonese e l’ulteriore slittamento della trasferta di Palermo, non incastonata nell’imminente turno infrasettimanale).

Metamorfosi tattiche annunciate, alternanza di protagonisti, insegnamenti e cura dei dettagli che però non limano quell’imprecisione e quella carenza di pragmatismo in fase di realizzazione: il Taranto stenta ad indovinare la via del gol, interpreta adeguatamente entrambe le fasi della manovra ma cede all’ineluttabilità dell’episodio. Contro il Catanzaro “grandi firme” guidato da Vivarini e rinvigorito dalla sessione invernale di mercato, mister Laterza replica nella disposizione titolare il rinnovato 4-3-3, affidato alle qualità in regia dell’esperto Di Gennaro: l’asse nevralgica consta della novità Labriola, il quale sostituisce l’affaticato Marsili in panchina, ed è completato da un Civilleri spesso in debito di energie. Nel tridente offensivo, Manneh è il prescelto a destra, Saraniti agisce da centrale, Giovinco invece ritrova l’originaria ubicazione sulla porzione mancina. In difesa torna Ferrara come terzino sinistro; la continuità è garantita da Versienti esterno basso destro e dalla coppia centrale composta da Riccardi e Benassai, col solito Chiorra a custodia dei pali. Le prime battute della contesa sono all’insegna dell’indagine reciproca, dello studio equilibrato: l’approccio dei padroni di casa è interessante e meriterebbe un’audacia ed una riflessione superiori nella verticalizzazione e nell’esercizio dei suggerimenti al cross; l’intenzione degli ospiti, invece, si basa sulle iniziative degli artefici di un centrocampo pingue ed eclettico, soprattutto su un dialogo palla a terra sinergico. La prima occasione è registrata all’undicesimo giro di lancette, quando Vandeputte s’incarica di un tiro dalla bandierina dalla sua fascia di pertinenza, quella mancina: sugli sviluppi, la “spizzata” di Vazquez favorisce Verna che, all’altezza del secondo palo, stacca potente di testa; provvidenziale è la risposta di Chiorra, il quale si oppone con entrambi i palmi.

Fondamentale è il controllo di entrambi i binari da parte del Taranto, che scambia le zone di pertinenza fra Labriola e Civilleri: clienti scomodi corrispondono a Sounas e Vandeputte sulle corsie rispettivamente destra e sinistra della formazione calabrese, che esalta anche l’amministrazione meticolosa di Martinelli sul trittico della cerniera difensiva. Di Gennaro prova a scuotere una certa inerzia attraverso un calcio piazzato battuto dalla destra, arcuato e destinato a spegnersi sul fondo al 19’. Nonostante la visione calibrata nei frangenti di superiorità numerica, gli spunti di Manneh e Giovinco non sono lucidi nei limitati spazi concessi, né il primo sfrutta con astuzia la sua rapidità; Labriola invece è encomiabile nell’incursione e nel filtraggio in area, ma la puntualità delle chiusure da parte degli ospiti è snervante. Alla mezz’ora, un rasoterra sibilante dalla trequarti ad opera di Bayeye lanciato da Biasci  è sventato dalla deviazione in corner da parte di Labriola. Il Catanzaro guadagna campo ed in epilogo della prima frazione di gioco diventa artefice di una sorta di assedio: inizia Biasci al 41’ con un diagonale scoccato dal vertice destro, ma Chiorra è reattivo a spazzare in corner. Successiva occasione clamorosa un minuto più tardi, al 42’: la combinazione sul versante destro fra Bayeye e Sounas è intercettata da Vazquez e sfruttata dall’inserimento di Cinelli, il quale mette in mezzo un lungo assist non raccolto prima in scivolata sotto misura da Biasci, poi dall’appostato Vandeputte. Due giri di lancette dopo, ancora pericolo per la compagine ionica: Vazquez si esibisce in un destro che sorvola la trasversale al 44’.

La ripresa s’inaugura con l’occasione più nitida per il Taranto: al 4’st infatti Di Gennaro addomestica la sfera e verticalizza, aprendo per l’accorrente Manneh sulla destra, il quale allunga sul fondo; l’esecuzione dalla bandierina effettuata da Giovinco si tramuta in un cross per la testa di Riccardi, che stacca alto. Laterza deve correggere il tridente per i crampi accusati proprio da Manneh, il quale lascia il posto a Mastromonaco al 9’. Il Catanzaro perviene al vantaggio al 13’st: Vandeputte pennella un cross direttamente da calcio piazzato sulla sinistra, capitalizzato dalla precisa incornata di Fazio che approfitta dell’indecisione in marcatura e supera Chiorra per l’1-0. I padroni di casa vanificano immediatamente la chance del pareggio: al quarto d’ora, Civilleri sfreccia in progressione sulla corsia destra e serve Mastromonaco, il cui tentativo d’istinto è centrale e respinto da Branduani. La girandola delle sostituzioni coinvolge Marsili e Barone, i quali rilevano rispettivamente Di Gennaro e l’elegante Labriola: il Taranto si dispone con un canonico 4-4-2, il cui sviluppo a trazione anteriore è appannaggio di Mastromonaco e Giovinco che si allargano ed avanzano sugli esterni, sino ad alimentare una linea d’attacco a quattro con Barone e Saraniti. Così i rossoblu insistono: al 32’ Marsili innesca Saraniti che, centralmente, apre per Barone sul lato corto dell’area, ma la sua conclusione è deviata verso il primo palo. Mister Laterza aggiunge vivacità ed inventiva con Santarpia al posto di Giovinco: la propulsione offensiva cresce, ma l’infortunio accorso a Barone, costretto a lasciare momentaneamente in dieci la squadra per ricevere le cure nei pressi della panchina, compromette ogni piano di recupero del punteggio. E nel finale Saraniti incassa anche il cartellino giallo fatidico: già in diffida, l’attaccante sarà costretto ad abdicare dalla prossima sfida esterna con l’Andria. 

TARANTO- CATANZARO 0-1

Serie C girone C / 28ma giornata (sabato 19 febbraio 2022, ore 14.30)

Taranto (4-3-3): Chiorra; Versienti, Riccardi, Benassai, Ferrara; Labriola (72’ Barone), Di Gennaro (72’Marsili), Civilleri; Manneh (54’ Mastromonaco), Saraniti, Giovinco (82’Santarpia). A disp. Antonino, Zullo, Pacilli, Granata, Turi, Guastamacchia, Cannavaro, De Maria. All. Laterza

Catanzaro  (3-5-2): Branduani; Martinelli, Fazio, De Santis; Bayeye (72’ Bjarkason), Verna, Cinelli, Sounas (67’ Carlini),  Vandeputte (84′ Wellbeck); Biasci (72’Cianci), Vazquez (84′ Gatti). A disp. Nocchi, Romagnoli, Tentardini, Bombagi, Maldonado. All. Vivarini

Reti: 58’ Fazio (C )

Arbitro: Di Cairano (Ariano Irpino)

Assistenti: Giaccaglia (Jesi) e Dicosta (Biella)

Quarto ufficiale: Pascali (Bologna)

Ammoniti: De Santis, Fazio, Cianci (C);  Benassai, Saraniti (T)

Espulsi: Giove G. (dirigente Taranto) 43’st

Note: Angoli: 4-4. Recupero: 0’pt e 4’st. Spettatori: 2.800