x

x

L’ostacolo Andria sulla strada del Taranto

Il Taranto

Spettatore di una classifica che si evolve e si stabilizza, attivo in una settimana prototipo per la preparazione agonistica e didattica. Il Taranto ha valutato ieri gli esiti del turno di recupero della terza giornata di ritorno, rinviata circa un mese fa a scopo precauzionale dai vertici della Lega Pro, già in rigorosa attesa del rinnovamento del protocollo sanitario: un’occasione implicita per recuperare le energie essenziali, sia fisiche che mentali, in proiezione del prossimo impegno in trasferta contro la Fidelis Andria, compagine affidata all’ex difensore rossoblu Vito Di Bari ed alla disperata ricerca di punti utili in chiave play out.

Ad essere rimpinguato è ora il calendario del mese di marzo, nel cui epilogo è stato incastonato l’affascinante match in notturna col Palermo, procrastinato per adempiere alle esigenze della Figc in materia di qualificazione ai Mondiali in Qatar (lo stadio “Barbera” sarà palcoscenico della gara play off fra le nazionali di Italia e Macedonia del Nord). E l’incognita riguarda anche l’inserimento della disputa dei quaranta minuti restanti della sfida esterna con la Vibonese, interrotta sul punteggio a reti inviolate, a causa di un’atipica nebbia che ha reso impraticabile il campo ed annullato la visibilità complessiva: marzo consta già di un appuntamento infrasettimanale dall’origine della calendarizzazione di un campionato che non sta conoscendo pause intermedie, cosiddette di natura tecnica. Quest’ultimo, previsto per mercoledì 16, coincide con il duello fra gli ionici ed i lupi dell’Avellino, il primo di due confronti consecutivi fra le mura amiche dello “Iacovone”, che accoglierà il Monopoli nella successiva domenica 20. Il Taranto si concentra sulle dinamiche di addestramento: il livello di attenzione da aumentare per limare errori ed ingenuità in fase di contenimento ed in retroguardia, la necessità di perfezionare i meccanismi e la creatività per ritrovare la coralità offensiva, quindi la concretezza della via del gol, eliminando il sospetto di una sterilità che possa compromettere il dispendio della manovra effettuata dall’intera squadra, rappresentano missioni imminenti per affrontare la gara con i federiciani.

A complicare i piani di mister Laterza, ad indurlo a riflettere su precise strategie di allestimento della formazione sono proprio le defezioni che si registrano nella batteria offensiva. Saraniti sarà assente per squalifica: il suo apporto nel reparto avanzato è fondamentale anche in termini di sostanza tattica, e rischia di non essere garantito dal collega Vincenzo Barone, bloccatosi nella porzione finale della partita col Catanzaro a causa di un dolore al pie de, del quale si stanno controllando la matrice e l’entità attraverso appositi esami strumentali. A fronte delle caratteristiche da seconda punta dell’ex Gladiator e dell’assenza in organico di un “alter ego” del centravanti siciliano, potrebbe riaffiorare l’ipotesi del cosiddetto “falso nueve”, ruolo già affidato in situazione analoga a Giovinco e Santarpia, ma sembra più accreditabile la linea di continuità con il ripristinato 4-3-3, ora ispirato dalle peculiarità in regia ed in verticalizzazione dell’esperto Di Gennaro. A sottoporsi ad analisi cliniche adeguate è stato anche l’esterno offensivo Manneh, apparentemente solo sofferente per crampi. Ieri l’equipe ionica si è dedicata ad un’unica sessione pomeridiana di allenamento, nel corso della quale è stata effettuata una serie di circuiti improntati alla forza, poi gli effettivi hanno temprato se stessi attraverso esercitazioni a pressione, per concludere con una sgambatura a campo ridotto.

Il disegno della linea di centrocampo potrebbe beneficiare dell’estro e della freschezza del giovale Labriola, schierato sabato scorso al posto di un affaticato Marsili: mister Laterza ritiene che la collocazione del giovane prodotto del vivaio del Napoli sia idonea nel 4-3-3. “Penso che abbia disputato un’ottima partita in entrambe le fasi, interpretando bene anche le transizioni sia positive che negative. L’assetto tattico adottato è ideale per lui, da interno di centrocampo è un ragazzo che attacca lo spazio, salta l’avversario ed arriva al tiro”, ha affermato l’allenatore ionico. Le meditazioni riguarderanno anche la funzionalità di entrambi i binari, indispensabile per l’idea di sviluppo della manovra insita nel pensiero di mister Laterza, per un contributo creativo, costante e mnemonico nelle sovrapposizioni, nelle incursioni, negli inserimenti e nella convergenza al cross. “Avremmo potuto e dovuto spingere di più sugli esterni, ma il Catanzaro ci ha concesso poche opportunità, ci tenevano sempre bassi- ha commentato lo stratega ionico a fine esibizione- In alcune circostanze, soprattutto a destra, avremmo potuto operare meglio anche dal punto di vista della qualità. Tecnicamente abbiamo sbagliato alcuni controlli importanti, quando abbiamo creato superiorità numerica siamo andati a giocare dentro, indovinando o meno le scelte”.

Alessandra Carpino