Calcio

“Il bicchiere è mezzo pieno”. Le foto di Taranto-Cavese

Squadra in emergenza: il pareggio di bene va bene agli ionici


Quattro punti in due partite, alla luce della situazione attuale ancora in divenire, costituiscono sicuramente un quantitativo di buona levatura.

E’ ovvio che il gioco ancora latita e non poco, è anche scontato che questo gruppo è ancora numericamente incompleto e che la Cavese si è rivelata, come aveva sentenziato Favo nella conferenza di sabato mattina, un osso duro, ma è altrettanto vero che, trovarsi una lunghezza sopra la corazzata Brindisi (sconfitto a Gallipoli) qualcosa pur significa.

La curva nord, un po’ “spoglia” rispetto al passato come presenze, sebbene l’anello inferiore non ha mai fatto mancare il suo caloroso apporto a parte i cori offensivi verso l’ex presidente Fabrizio Nardoni ed alla fine Genchi ed il vice allenatore Michele Califano (Favo ha scontato l’ultimo dei quattro turni di squalifica) hanno riconosciuto proprio nel cuore pulsante del tifo il vero fulcro del pareggio finale.

Di buono, in una prestazione piuttosto opaca e priva di costrutto, vi sono state le prestazioni del portiere Mirarco e di Genchi, autore del sigillo dell’1-1 con un tocco ravvicinato, mentre il resto della rosa ha ancora bisogno di rodare a dovere, sebbene ci sarà tutto il tempo per poter arrivare a tutto ciò. Alla fine quindi il bicchiere va preso mezzo pieno per tanti motivi, quello che conta del resto sono i punti e trovarsi a quota 4 per ora va bene così, tempo per migliorare ce ne sarà, conta principalmente almeno per ora muovere la classifica. “Potevamo anche vincere ed avremmo dovuto essere più lucidi sotto rete” queste le parole del tecnico campano Massimo Agovino.

“Come il Taranto abbiamo iniziato ad allenarci da poco più di un mese dopo tante problematiche, abbiamo tenuto bene il campo per un tempo e poi siamo calati nella ripresa, dispiace per come abbiamo preso la rete del pareggio, comunque onore ai rossoblù che potranno sicuramente lottare per la vittoria finale”.               
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche