15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 19:30:02

Calcio

Antonio Toma: “Il Taranto è il mio rimpianto”

“L’anno scorso, con Petrelli, era quasi fatta. Poi andai a Matera”


Lo scorso anno, prima di approdare sia pure per soli due mesi al Matera, era  stato vicinissimo ad un clamoroso ritorno al Taranto.

Attualmente fermo per scelta personale, Antonio Toma, 51 anni, salentino di Maglie, punta in primis alla Lega Pro ed in questa intervista a Taranto BuonaSera racconta anche particolari molto significativi, del resto quel  suo addio ai rossoblù quasi dieci anni addietro nella tribolata stagione 2004-2005 ancora non l'ha digerito.

"Sto seguendo poco la serie D, visto che mi sto approfondendo molto sui  professionisti ed in particolar modo la C unificata. Il girone H mi sembra lo stesso dello scorso anno, buon livello ma niente di  trascendentale, il Gallipoli in testa non mi stupisce perchè ha buoni elementi  ed un grosso conoscitore della categoria come il direttore sportivo Mino Manta. E' chiaro che il Taranto deve puntare alla vittoria finale, ma è anche vero  che bisogna saper gestirsi in questi campionati che sono molto più difficili di  quello che si può apparentemente pensare".

Con la serie D ha chiuso quindi?
"Io accetterei questa categoria solo nel caso in cui mi proponessero un  progetto importante, se devo allenare per vivacchiare rispondo immediatamente  di no. Ho ricevuto diverse proposte proprio da questo raggruppamento e le ho  rispedite subito al mittente, a 51 anni ho anche voglia di cimentarmi in  ambienti più evoluti”.

Quattro campionati vinti in carriera…
"A Taranto, lo dico testualmente, ho lasciato molto più che qualcosa di  incompiuto. Nell'estate di dieci anni fa dopo il ritiro dovemmo svincolare tutti i  giocatori per mancanza di liquidità e mi proposero di schierare gli allievi,  rifiutai ed andai via, poi quando arrivò Blasi presidente fui richiamato ma  dopo la sconfitta rocambolesca di Ragusa andai in sede il giorno dopo e  stracciai il contratto.
La verità la sanno in pochi, ma avevo più di mezza squadra che mi remava  contro ed allora, complici anche contrasti con il resto della dirigenza, decisi  di lasciare. Lo scorso anno ebbi un lungo colloquio con Mario Petrelli (ex vice presidente)  ma gli dissi testuale che volevo un progetto vincente, non se ne fece niente".

Come vede i rossoblù di Favo?
"L'organico mi sembra buono, magari da puntellare in alcuni reparti, ma  sicuramente va bene. E' logico che ne sale una sola e che è una bella lotta”.
 

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