Taranto, occasione da sfruttare

Occasione da sfruttare. Il Taranto è atteso, nel primo pomeriggio odierno, dalla disputa della prosecuzione della partita esterna contro la Vibonese, già interrotta lo scorso martedì 15 febbraio a causa dell’anomala nebbia che aveva compromesso ogni visibilità, rendendo impraticabili le azioni sul terreno dello stadio “Luigi Razza”. La gara, valevole per l’ottava giornata del girone di ritorno, era stata sospesa ufficialmente dall’arbitro Mattia Pascarella della sezione di Nocera Inferiore, dopo cinque minuti dall’inaugurazione del secondo tempo: lo stesso direttore amministrerà il completamento del match, con fischio d’avvio alle ore 14.30.

Quaranta minuti da capitalizzare al massimo per la truppa rossoblu, nel percorso propedeutico alla permanenza aritmetica in categoria: come noto, l’esito parziale era stato improntato all’equilibrio, ad un pareggio a reti inviolate contro la formazione calabrese appena affidata alla cura Nevio Orlandi, attualmente sempre più relegata in fondo alla classifica. Archiviato immediatamente l’intrigante derby contro il Foggia dell’icona Zdenek Zeman, il Taranto può attingere da un serbatoio di rinnovata sicurezza nelle proprie potenzialità e di coraggio indispensabile per superare ostacoli di diversa natura, identificati in un organico depauperato da alternative di ruolo o nelle condizioni fisiche precarie di alcuni elementi, spesso costretti a subentrare nel corso della partita, in ossequio all’idonea gestione delle loro energie meditata dallo staff tecnico. Nel novero delle defezioni sono inseriti interpreti del reparto avanzato quali Manneh (trauma distrattivo del bicipite femorale, si teme il mese di inattività), Falcone (lesione di secondo grado dell’inserzione muscolotendinea dell’adduttore destro), Barone (breve avventura in rossoblu conclusa anzitempo per lui, vittima di una lesione parziale alla fascia plantare); per quel che concerne il pacchetto difensivo, è sotto osservazione Guastamacchia, fermatosi alla vigilia della trasferta di Andria per un problema al ginocchio destro (si sta dedicando al programma di fisioterapia: il suo rientro in gruppo è previsto a breve).

Un bollettino medico triste, che include ovviamente il lungodegente Diaby. Si monitora inoltre la forma fisica di Civilleri, sofferente per un dolore lombare che l’ha costretto ad accomodarsi in panchina in occasione delle ultime due sfide coi federiciani e coi satanelli, così come la disponibilità piena di Pacilli, azzardato titolare contro la Fidelis Andria, il cui contributo appare ancora pregiudicato dai lunghi intervalli intercorsi fra le sue prestazioni agonistiche in questi mesi. Sarà assente Giovinco, il quale dovrà “integrare” la squalifica per diffida che gli era stata imposta in occasione della “prima” esibizione contro la stessa Vibonese. Rientra invece Santarpia, che ha scontato il turno di stop comminato dal giudice sportivo. Giuseppe Laterza riflette in merito all’assetto tattico da prediligere contro gli avversari ultimi della classe, sicuramente non arrendevoli: in occasione del duello con il Foggia è stato ripristinato il modulo 4-2-3-1, caratterizzato da uno sviluppo costante e da sottili metamorfosi garantite dalla duttilità sui binari e dalla vocazione da mediatore dell’homo novus Di Gennaro. Quest’ultimo era stato incastonato nel tandem mediano al fianco di capitan Marsili, ma la sua opera di sinergia fra centrocampo ed attacco ha propiziato una creatività superiore in fase di possesso palla. Il dogma arrembante ed il baricentro alto promossi dalla filosofia di Zeman hanno agevolato un atteggiamento più intraprendente da parte dei rossoblu, favorito comunque dalle virtù in verticalizzazione ed inserimento elargite dallo stesso Di Gennaro.

L’idea di una sua eventuale disposizione sulla trequarti centrale sarebbe correlata ad un binomio nevralgico da strutturare con Marsili affiancato da Civilleri (qualora fosse arruolabile dal primo minuto), oppure da Labriola (il ruolo di esterno alto mancino non ha convinto appieno il pubblico). Con Di Gennaro al centro, il trittico dei trequartisti potrebbe essere rifinito da Versienti o Mastromonaco a destra, Santarpia o De Maria a sinistra (senza trascurare una riproposizione del giovane Labriola). In avanti, Saraniti agirebbe come unica punta di ruolo. Ragionando invece sul 4-3-3, già modellato nella prima parte della gara con la Vibonese (l’assenza di Manneh è la discriminante in chiave offensiva), dalla cintola in su potrebbe operare una linea di centrocampo appannaggio di Marsili, Di Gennaro ed uno fra Civilleri e Labriola, mentre il tridente potrebbe constare del ballottaggio fra Versienti e Mastromonaco sulla destra, Saraniti attaccante centrale e Santarpia sulla sponda mancina. L’eclettismo di Versienti potrebbe suggerire un suo dirottamento sullo stesso versante mancino. In retroguardia potrebbe rinnovarsi nell’esordio la coppia centrale che ha garantito attenzione ed imperforabilità nel girone d’andata, ovvero quella composta da Zullo e Benassai: quest’ultimo aveva sostituito l’ammonito Granata nel corso del match coi foggiani, al fine di proteggere con la sua fisicità sulle transizioni avversarie Nel ruolo di terzino destro, complice l’ipotesi di avanzamento di Versienti, potrebbe replicare “l’adattato” Riccardi, mentre sul lato opposto le candidature di Ferrara e De Maria sono entrambe plausibili. Ieri si è pronunciato il giudice sportivo di Lega Pro: entrano in diffida sia Marsili che Granata, pervenuti rispettivamente alla nona ed alla quarta ammonizione stagionale; lo stesso elenco comprende già Ferrara e De Maria.

Alessandra Carpino

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