Taranto impreciso ed indeciso: con la Juve Stabia è pareggio 0-0. Contestazione dagli spalti

Indeciso, impreciso, a piccoli passi. Il Taranto s’incaglia in un pareggio a reti inviolate contro la Juve Stabia, inaugurando il calendario di aprile, mese che rappresenta il culmine della stagione regolare, in un’atmosfera permeata da contestazione e delusione. Nessun cambio di marcia, nessuna sterzata, ma solito copione per i rossoblu, reduci dalla pesante sconfitta di Palermo nella gara di recupero disputata mercoledì scorso:  l’appuntamento con il primo successo dell’anno solare è ancora rinviato, la distanza dalla zona play out è labile, seppur confortata dall’attesa delle due partite ereditate da altrettante settimane di pausa forzata a causa dei contagi da Covid dilagati nelle fila ioniche stesse, ma continuano a preoccupare la sterilità offensiva, la difficoltà nella costruzione corale di azioni determinanti, l’apprensione e l’espressione spesso superficiale e precipitosa denunciate nello sviluppo della manovra.

Privo dell’infortunato Marsili a centrocampo e dello squalificato Benassai in difesa, Giuseppe Laterza è costretto a rinunciare anche a Civilleri per l’assetto titolare e, come ipotizzato alla vigilia, opta per un’asse nevralgica, a sua volta inedita, composta da Labriola e Di Gennaro, la quale schiude al trittico dei trequartisti affidato al recuperato Versienti ed all’avanzato De Maria, rispettivamente sugli esterni destro e sinistro, a custodia di Giovinco centrale, alle spalle di Saraniti unico terminale offensivo di ruolo. La scelta del modulo 4-2-3-1 è completata da Riccardi impiegato per l’ennesima volta nel ruolo di terzino destro, dal ripristino del giovane Granata nel cuore della retroguardia al fianco di Zullo, da Ferrara per l’incarico di esterno basso mancino. A cospetto dei padroni di casa opera una Juve Stabia rilassata ed ordinata dal suo allenatore, l’esperto Walter Novellino, secondo uno schema tattico votato al 3-5-2, organizzata, poco insidiosa ma puntuale nella fase di contenimento. Il primo squillo di una contesa sostanzialmente tiepida è appannaggio degli ospiti campani, i quali provano a pungere con Stoppa, protagonista di uno spunto personale: si accentra, sfugge in traiettoria diagonale verso la porzione mancina dell’area e conclude sul fondo all’8’. Due minuti più tardi è il Taranto a confezionare in profondità: Di Gennaro apre in ripartenza ed offre, dalla lunga distanza, la sfera a Versienti che, sul settore destro, serve un diagonale corto a Giovinco il quale, nei pressi del primo palo, sbuccia e si fa anticipare dal portiere stabiese Dini. Lo stesso fantasista rossoblu ci prova in sequenza: al quarto d’ora, il rasoterra scoccato da metà campo è centrale e parato; al 19’ il tiro al volo teso, direttamente da calcio di punizione eseguito dal limite sinistro dell’area, è smanacciato da Dini.

Le possibilità di dialogo e di ricerca del pragmatismo scarseggiano in lucidità e convinzione da parte del Taranto, però: lentezza ed inerzia caratterizzano spesso l’evoluzione della gara, la quale implica contrasti imperfetti ed iniziative evaporate spalle alla porta. Interessante è però la combinazione rossoblu al 29’: Di Gennaro innesca dalle retrovie De Maria, la cui incursione sulla fascia sinistra è neutralizzata in corner dall’intervento avventuroso di Cinaglia, il quale copre la visuale a Saraniti appostato, rischiando l’autogol; sulle dinamiche dalla bandierina, Labriola recupera, si coordina ma spedisce alto sopra la traversa. Al 45’ è Giovinco a suggerire di sponda per Di Gennaro, la cui conclusione col destro si spegne di poco a lato. In avvio di ripresa, al quinto giro di lancette, il Taranto teme di destabilizzarsi su una sequenza di calci d’angolo: Della Pietra raccoglie in diagonale corto dalla sinistra, ma Chiorra tutela direttamente sui suoi piedi. Dopo un velleitario tiro al volo ad opera di Labriola al 13’, Laterza inserisce Santarpia per Versienti ed inverte gli interpreti sugli esterni, dirottando De Maria sulla corsia destra. Quest’ultimo esegue un lancio centrale dal limite, ma Dini blocca al quarto d’ora. Al 21’ è invece Santarpia ad avanzare e scaricare un mancino fuori misura. Il tecnico ionico confida nell’intuito di Pacilli e Manneh per una batteria offensiva che stenta a produrre suggerimenti per l’isolato Saraniti. Nessuna metamorfosi nell’epilogo: il colpo di testa di Granata, propiziato da un calcio piazzato di Labriola e bloccato da Dini a tempo scaduto, rappresenta l’estrema e timida occasione per un Taranto fagocitato dai cori di disapprovazione. Non c’è tempo per recriminare: la formazione ionica scenderà nuovamente in campo mercoledì prossimo, sempre fra le mura amiche dello “Iacovone”, per affrontare il quotato Monopoli, nella partita di recupero valevole per la 14ma giornata di ritorno.

Alessandra Carpino

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