Taranto, finalmente la vittoria

Finalmente. Il Taranto infrange l’anatema che incombeva sin dall’inaugurazione dell’anno solare e conquista una vittoria essenziale sul percorso propedeutico alla salvezza, contro il quotato Monopoli nel turno di recupero della 14ma giornata di ritorno, già rinviata nell’ultima decade di marzo a causa dei contagi Covid dilagati nelle fila ioniche. Un classico e perentorio successo per 2-0 che interrompe, in antitesi, anche la sequenza di ben sei esiti pieni e favorevoli inanellati dalla formazione adriatica, attuale quarta forza del girone. Indovina ed interpreta alla perfezione il match, la compagine rossoblu, attingendo alle peculiarità invocate ripetutamente dal suo allenatore, Giuseppe Laterza, ovvero senso di responsabilità, concentrazione e lucidità, ma anche adempiendo alla missione del contributo di esperienza tattica ed arte psicologica da parte dei suoi protagonisti di spessore, in sinergia con la spensieratezza e l’intuizione dei giovani. Non a caso, i due sigilli sono realizzati dagli attaccanti Saraniti e Giovinco, i quali sfruttano, rispettivamente, l’esecuzione da palla inattiva e l’istinto da fuori area. Giuseppe Laterza conferma la stessa formazione titolare schierata contro la Juve Stabia, improntata sul modulo 4-2-3-1: in difesa, la coppia centrale è composta da Zullo e Granata, supportata sui lati da Riccardi a destra e Ferrara a sinistra; Labriola e Di Gennaro formano il binomio mediano, che schiude al trittico dei trequartisti appannaggio di Versienti e De Maria negli incarichi di esterni alti rispettivamente destro e mancino, Giovinco centrale ad ispirazione di Saraniti, unico terminale offensivo di ruolo. In panchina si accomoda, come ipotizzato alla vigilia, Civilleri ancora sofferente per il trauma lombare, ma si rivede capitan Marsili, il quale aveva abdicato dalla ultime esibizioni a causa di un problema al quadricipite sinistro. Il Monopoli di Alberto Colombo si affida al collaudato 3-5-2, impreziosito dal tandem d’attacco strutturato su Grandolfo e Starita, e Guibre sulla corsia sinistra al posto dello squalificato Mercadante. Le prime battute del match, disputato ieri pomeriggio fra le mura amiche dello stadio “Iacovone”, con fischio d’inizio alle ore 14.30, equivalgono a segnali di approccio rassicurante, caratterizzato dalla spinta in sovrapposizione sulle fasce, con i terzini che si prodigano nelle incursioni. La manovra è volitiva, intraprendente, ed i rossoblu pervengono al vantaggio al decimo minuto di gioco: Di Gennaro s’incarica dell’esecuzione dalla bandierina destra ed il suo cross è intercettato da Andrea Saraniti, abile nei pressi del secondo palo, sul versante opposto; il centravanti siciliano insacca direttamente con un diagonale morbido aereo e scatena l’entusiasmo e la corsa dell’intera squadra, esultante al cospetto della Curva Nord. Emblematico di una catarsi emotiva è il forte abbraccio che coinvolge Saraniti e mister Laterza verso la panchina. Il Taranto acquisisce certezze, è equilibrato nell’evoluzione e nell’amministrazione delle due fasi, sembra aver abbandonato lo stato di panico nocivo e raddoppia meritatamente con Giuseppe Giovinco al 14’. Il fantasista rossoblu si appropria di un pallone addomesticato con una percussione da Di Gennaro a metà campo, e realizza, dai trenta metri e di prima intenzione, una conclusione al volo a giro, destinata ad insinuarsi sotto la traversa della porta custodita da Loria. Gli avversari biancoverdi si rendono appena pericolosi con Arena che, al 23’, si esibisce in un movimento pregevole dal limite dell’area e produce una staffilata comunque fuori misura. L’iniziativa del Monopoli è però frammentaria e controllata dai padroni di casa, puntuali nel presidiare bene il campo e vigilare sulle transizioni negative: al 40’ Viteritti ci prova direttamente da calcio di punizione, dal vertice mancino dell’area grande, ma il suo diagonale è teso e sibila oltre. Due minuti più tardi, Saraniti non riesce ad approfittare di una grave indecisione difensiva fra Bizzotto e Loria in uscita ansiosa dai pali. Al 43’ è Di Gennaro ad esibirsi in un calcio piazzato dalla lunga distanza: la parabola arcuata è però bloccata da Loria. La ripresa è votata alla disciplina nella lettura delle giocate da parte del Taranto, poiché emergono qualità e sostanza di elementi come Versienti e Di Gennaro encomiabili nello spezzare il gioco e nel sacrificarsi anche arretrando il baricentro. Prodigioso è l’intervento di Chiorra al 6’st: si oppone d’istinto sul secondo palo al colpo di testa di Arena, il quale raccoglie e stacca su cross lungo dalla sinistra di Starita. A 14’ Guiebre effettua un lancio velleitario dalla porzione mancina distante, abbondantemente sul fondo. Laterza inserisce forze fresche, ovvero Cannavaro per Labriola, Santarpia per Giovinco (stavolta applaudito) e Benassai per un affaticato Zullo, senza snaturare l’assetto tattico. Saraniti ci prova con un rasoterra al 32’, mentre il neo entrato monopolitano Hamlili tenta un pallonetto al 40’, di poco alto. Non è sufficiente a rovinare l’estasi rossoblu. E’ l’ipoteca sulla salvezza.

Alessandra Carpino

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