Il derby per festeggiare la salvezza del Taranto

“Questa tensione verso l’alto, brusca e non prevista razionalmente, si chiama miracolo. Tutta la nostra storia non è altro che un’impetuosa e travolgente ascesa dal basso verso la salvezza”. Le parole del celebre scrittore greco Nikos Kazantzakis risuonano come una metafora del viaggio intrapreso e della meta raggiunta da parte del Taranto. I rossoblù hanno sancito la permanenza aritmetica in categoria pur cedendo le armi al Messina, in una partita che era stata svuotata dei contenuti più agguerriti dai contemporanei esiti negativi delle dirette concorrenti – Fidelis Andria, Paganese e Vibonese- sepolte da pesanti passivi.

Festeggiata la conservazione della Lega Pro, mantenute le promesse, marchiato a fuoco l’obiettivo prioritario per due stagioni agonistiche consecutive: l’evento salvifico, atteso più del dovuto ma suggellato a due giornate dall’epilogo del torneo regolare, è stato accelerato al culmine di una settimana agitata dalla sentenza, definitiva dopo l’inanellarsi anomalo di proroghe ed alchimie, inerente al fallimento del Catania, quindi all’esclusione, drastica ed immediata, del club etneo dal girone ed alla ridefinizione della graduatoria e delle sue cifre. E’ il filone del pragmatismo: combinazioni e calcoli sono stati indovinati per la compagine ionica, protagonista di un’eccezionale prima porzione del campionato, durante la quale era stata insignita degli allori di miglior neopromossa della serie C, complice una sinergia tattica, mnemonica e spirituale, propedeutica alla conquista di quota trenta in classifica, antecedente la procrastinata sosta invernale.

E’ la successiva scuola di pensiero: quella dell’analisi dei valori e dei progressi, degli ostacoli e dei pericoli, degli episodi e delle metamorfosi obbligate, persino dell’improvvisazione che consente di sopravvivere. Il girone di ritorno ha rischiato di compromettere quanto di bello e buono prodotto nella parte precedente: nei momenti in cui latita il risultato positivo, l’attitudine alla confutazione, persino alla demonizzazione di dati reali e tributi offerti prende il sopravvento. Così il disorientamento alimentato da un numero esagerato di defezioni di protagonisti nei ruoli e nei reparti, lo stato di panico più o meno implicito insinuatosi nel gruppo, l’involuzione tattica e mentale in antitesi al brillante processo di assimilazione dei concetti già qualificato, la frammentarietà del calendario stesso, rimodulato da protocolli sanitari e focolai pandemici, hanno messo in discussione tutto.

E’ stato l’esercizio di resilienza, di coraggio e di continuità a prevalere, per fortuna: segnale importante per la cultura del progetto, per la sacralità della programmazione, per il modo in cui devono attecchire in un contesto spesso riluttante come quello del calcio in riva allo Ionio. Insistere sulle figure di Giuseppe Laterza e Francesco Montervino si è rivelata l’arma vincente nel periodo più travagliato e paradossale: entrambi neofiti, esordienti in categoria, hanno assolto alle rispettive missioni e meritano di proseguire nell’ambizione e nella crescita, forti dei contratti stipulati e del bagaglio d’esperienza in più. Certo, sarà indispensabile un tavolo di confronto con il presidente e la dirigenza, al fine di individuare le strategie adeguate per correggere, perfezionare, anche epurare un organico che ha comunque ricevuto lodi per la selezione di under di qualità, che ha dovuto fronteggiare alle gravi e premature perdite per infortunio di Diaby e Falcone, elementi basilari nell’economia di gioco concepita da Laterza.

Occorrerà ragionare anche sulle dinamiche della sessione invernale del mercato, sugli enigmi circa la preparazione atletica spesso sollevati dalla piazza. La cronologia sorride, è a favore del Taranto. Intanto ogni catarsi emotiva abbinata al conseguimento della salvezza potrà esplodere in occasione del prossimo impegno, quel secondo atto del derby di Puglia contro il Bari, in agenda nel tradizionale appuntamento del sabato antecedente la Pasqua. Una partita da vivere in scioltezza, fra due compagini che hanno ottenuto i rispettivi traguardi: accogliendo i messaggi dei tifosi ed approfittando dell’affluenza dei fuorisede che trascorreranno le imminenti festività nella terra d’origine, il sodalizio ionico ha promosso un listino agevolato per l’acquisto dei biglietti.

“In occasione del “Derby di Puglia” Taranto F.C. vs S.S. Bari, che si disputerà sabato 16 aprile alle ore 17.30, presso lo Stadio Comunale “Erasmo Iacovone“, è volontà del presidente Massimo Giove e della società di permettere a tutte le famiglie rossoblu di vivere insieme questo big match tanto atteso e festeggiare l’obiettivo salvezza raggiunto in anticipo, il quale ci permetterà di vivere nuove emozioni in Lega Pro- si legge nella nota diramata ieri- E’ per tale motivo che i prezzi dei tagliandi sono stati notevolmente ridotti in ogni settore e per ogni tifoso. Tariffe special per donne e bambini, i quali speriamo possano vivere una giornata di emozioni che porteranno nei loro cuori rossoblu”. Ecco i prezzi abbinati ai vari settori dell’impianto, ai quali sono da aggiungere le commissioni online ed i diritti di prevendita: Curva Nord 5,00 € , donne e bambini da 0 a 16 anni: 3,00 €; Gradinata 7,00 €, donne e bambini da 0 a 16 anni: 3,00 €; Tribuna Laterale: 15,00 €, donne e bambini da 0 a 16 anni: 8,00 €; Tribuna Centralissima: 35,00 €. Come noto, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha vietato la vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Bari: la sfida di Taranto, caratterizzata da “rilevanti profili di rischio”, non coinvolgerà la tifoseria ospite.

Alessandra Carpino

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