Il Taranto pensa già al futuro

Ultima tappa del viaggio all’orizzonte. Nell’atmosfera atipica di un aprile calcistico originale e rilassato per l’esito agonistico già archiviato, il Taranto si concentra su meccanismi, esperimenti e turn-over più o meno obbligati in vista della trasferta di Picerno, esibizione valevole per l’epilogo della stagione regolare, già consegnata ai simbolici annali con una salvezza certificata, avventurosa e sofferta nella seconda porzione del torneo stesso. La formazione lucana allenata da Leonardo Colucci, dal canto suo, mira a blindare la partecipazione agli imminenti play off: allo stato attuale, la decade della graduatoria riservata agli spareggi è delimitata proprio dal Picerno a quota 49 (insieme con Turris e Foggia che lo anticipano in virtù degli scontri diretti) ed è incalzato solo dalla Juve Stabia, che ieri ha ricevuto i previsti due punti di penalizzazione da parte del Tribunale Federale Nazionale per inadempienze nella corresponsione degli emolumenti ai suoi tesserati.

Dopo la prestazione lucida ed ordinata offerta nel derby contro il Bari fresco di promozione in cadetteria, nel tempio dello “Iacovone” che ha registrato un “tutto esaurito” sugli spalti degno delle annate più altisonanti, il Taranto vorrà esprimersi con disinvoltura, garantendo innovazione nell’alternanza delle pedine non più vincolate dall’accettata regola del minutaggio degli under: l’occasione è propizia anche per i sostenitori ionici, i quali potranno assistere al match in Basilicata senza divieti. Il biglietto d’ingresso nel settore ospiti dello stadio “Curcio” costerà 10 euro, con l’aggiunta di due euro per i diritti di prevendita. Le defezioni nelle fila ioniche sono distribuite in tutti i reparti, in previsione del culmine del campionato: a concluderlo anzitempo sono capitan Marsili, Zullo e Pacilli, sanzionati dal turno di squalifica inflitto dal giudice sportivo di Lega Pro; per i primi due si tratta di recidività in ammonizione, per il terzo, invece, lo stop è raddoppiato ed è conseguenza inevitabile dell’espulsione diretta incassata nei minuti di recupero del duello col Bari (intervento ruvido ai danni del biancorosso Botta). Il centrocampo sarà rimodellato, complici sia la reiterata assenza di Civilleri, il quale ha sospeso l’attività agonistica, in accordo con lo staff tecnico, al fine di concentrarsi sulla fisioterapia per la risoluzione del problema lombare cronico, sia il rientro dal provve dimento per diffida dell’esperto Di Gennaro, il quale vorrà regalare un contributo in materia di sincronismo ed ispirazione al popolo rossoblu, prima del congedo contrattuale vidimato per il mese di giugno.

Nel comparto di retroguardia, invece, il forfait di Zullo potrebbe innescare una maglia da titolare per Benassai al fianco di Granata, oppure il ripristino di Riccardi nella sua mansione centrale, il quale, a sua volta, libererebbe il posto di terzino destro a favore di due interpreti come Tomassini e Turi, scarsamente utilizzati. Qualora lo scacchiere tattico dovesse essere improntato al 4-2-3-1, la triade sulla trequarti potrebbe riaccogliere Versienti, anch’egli reduce da una giornata di squalifica, sul versante destro, magari in ballottaggio con l’efficiente Mastromonaco, mentre sull’esterno opposto mancino potrebbe continuare ad insistere Falcone, il quale anela ad accumulare minuti e tonicità dopo l’infortunio. Come accaduto contro il Bari, le rotazioni coinvolgeranno i vari Manneh e Santarpia, rispettivamente per gli incarichi di cursori a destra e sinistra, mentre è ipotizzabile che De Maria arretri come terzino sulla catena mancina, nel caso in cui Ferrara soffrisse ancora per il trauma muscolare ereditato dalla gara di Messina. L’approssimarsi del mese di maggio, scevro da impegni agonistici, accelererà sicuramente bilanci e riflessioni in casa rossoblu: la dirigenza potrà beneficiare di cronologie favorevoli, votate alla calma ed al dialogo, al fine di analiz-zare le strategie che hanno funzionato nella prima, sorprendente parte del torneo, gli errori commessi nella successiva ed ansiogena porzione dello stesso campionato. Essenziali saranno i tavoli di confronto che il presidente ed i suoi collaboratori vorranno incentivare con i protagonisti dell’organigramma tecnico, nonché con gli stessi atleti, soprattutto in ottica dei negoziati e della stipula individuale dei contratti.

A vantare un accordo biennale, formalizzato ed ufficializzato lo scorso 21 luglio, è il capitano Massimiliano Marsili: “Taranto è ormai casa mia- ha confidato il centrocampista romano al termine del derby col Bari- Esibirsi nella propria terra rappresenta spesso un’arma a doppio taglio: da una parte, è un compito affascinante, dall’altro richiede molte responsabilità. Io me le sono assunte: l’anno scorso abbiamo vinto un campionato, adesso abbiamo preservato la categoria, era il nostro obiettivo. Sono contento per questo: vediamo cosa accadrà in ottica della prossima stagione. Conoscete tutti l’amore che nutro verso la maglia rossoblu: la mia disponibilità l’ho sempre garantita”. Il pubblico numeroso delle grandi occasioni era stato ripetutamente ammirato da un giovanissimo Marsili circa una decade fa, quando la compagine ionica duellava ed aspirava all’ascesi in cadetteria. Però il derby più antico di Puglia è emblematico anche per lui: “Eravamo consapevoli che la partita col Bari avesse un sapore diverso dalle altre: mancava in riva allo Ionio da ventinove anni, siamo stati orgogliosi che sia stata accolta da tantissima gente sugli spalti” ha dichiarato.

Alessandra Carpino

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