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Buonasera

Taranto, sorpresa Pellegrino: sarà lui il nuovo direttore sportivo?

Intuizione indovinata. E’ prevalso l’effetto sorpresa sulla scelta del nuovo direttore sportivo del Taranto: dopo un arco cronologico di circa venti giorni dalla prematura interruzione del rapporto di lavoro con Francesco Montervino, dopo un periodo di transizione caratterizzato dalle classiche voci di mercato inerenti candidature più o meno avveniristiche, il successore designato a raccogliere il suo testimone sarà Maurizio Pellegrino.

Pare che il presidente Massimo Giove abbia sciolto le riserve a favore di una figura di esperienza poliedrica nella categoria, non lasciando trapelare alcun dettaglio nelle settimane antecedenti, durante le quali l’antologia di aspiranti all’incarico è sempre stata ampia, aldilà delle ostinazioni su precisi profili: il sondaggio ha coinvolto costantemente professionisti dal curriculum importante come Danilo Pagni, Nicola Dionisio, Riccardo Di Bari, Mariano Fernandez, così come emergenti quali Elio Di Toro, sino alle allusioni circa la promozione ai ranghi societari di Piergiuseppe Sapio, attuale responsabile del vivaio del Taranto, già riconfermato dallo stesso maggior azionista rossoblu. I massimi rappresentanti del sodalizio ionico hanno incontrato Pellegrino ieri a pranzo, in un raffinato ristorante del Borgo, al fine di colloquiare sulla cultura sportiva ed illustrare il progetto agonistico, con tutte le sue sfaccettature e le sue evoluzioni, inaugurato nell’ambiente rossoblu due estati fa. Dimissionario dal Catania alla vigilia del fallimento, per il quale ha ricoperto il ruolo di direttore dell’area sportiva dall’agosto del 2020, al momento dell’acquisizione del club etneo da parte della SiGi, Maurizio Pellegrino è emblema di eclettismo e di conoscenza di ogni peculiarità del panorama calcistico: già calciatore, precisamente centrocampista, ad ottimi livelli, il demiurgo originario di Siracusa, classe ’66, ha acquisito il patentino di allenatore nelle sedi di Coverciano (primi passi mossi proprio sulla panchina del Catania, al fianco di mister Graziani ed in occasione del fatale spareggio per l’ascesi in cadetteria contro il Taranto vent’anni fa), specializzandosi successivamente come dirigente (nel 2010, docente dei corsi di aggiornamento in Romania).

Il suo palmares di stratega include molti tornei di serie C distribuiti fra Paternò, Lanciano, Padova, Martina, Lecco, Cassino, Sudtirol: nel 2013 ha coniugato entrambi i compiti nuovamente al servizio della società rossazzurra siciliana, dalla quale era stato ingaggiato come coordinatore degli allenatori del settore giovanile in massima serie, compensando anche l’esonero di Riccardo Maran e guidando la Prima Squadra nel successivo torneo di serie B. Un’intesa che sembra essere stata immediata e che dovrebbe schiudere ad un esito positivo per la nuova avventura in riva allo Ionio: il dialogo fra le due parti è procrastinato alla prossima settimana, l’attesa è propedeutica alle dinamiche di approfondimento auspicate dallo stesso Pellegrino, prima in materia di valutazione non solo degli obiettivi (già ambiziosi), ma anche degli interpreti (colloquio con Giuseppe Laterza e lo staff tecnico, analisi dell’organico), poi in ottica contrattuale (potrebbe essere proposto un accordo su base triennale). In materia di programmazione, fondamentale sarà la continuità del piano tecnico-tattico e didattico, così come la filosofia coerente relativa all’allestimento di una rosa in cui siano valorizzati i giovani talenti emergenti, supportati dalla sinergia con atleti veterani e con dimestichezza del sistema professionistico: la missione imminente del Taranto equivarrà anche alla riflessione sulla tipologia delle trattative e dei contratti già validi dei tesserati. I documenti pluriennali sono stati sottoscritti da buona parte degli under, ma anche da over quotati come Giovinco, Saraniti, Marsili, Civilleri, Falcone, Benassai, senza dimenticare pedine versatili e generose come Versienti, Riccardi e Zullo, tutti in scadenza.

Alessandra Carpino

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