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Taranto, verso il nuovo corso

Dietro le quinte dell’opera, calibrando ogni azione, ogni passo, ogni meditazione. Il Taranto si concentra sull’embrionale perfezionamento dei suoi ingranaggi, nei quali la forza propulsiva dovrà essere offerta in primis dall’avvento del nuovo direttore sportivo. Non è un mistero che i negoziati con Maurizio Pellegrino, ex responsabile dell’area tecnica del Catania ormai fallito, si siano intensificati: l’eclettico dirigente originario di Siracusa potrebbe firmare il contratto che, secondo le indiscrezioni, lo legherebbe al sodalizio ionico per le prossime tre stagioni agonistiche già nella giornata di venerdì, con conseguente annuncio ufficiale entro la fine della settimana in corso oppure in avvio della successiva.

Dopo un lungo periodo di transizione all’insegna delle classiche voci di mercato inerenti candidature più o meno avveniristiche, il presidente Massimo Giove sembra aver individuato il profilo giusto per la sostituzione di Francesco Montervino, sollevato dall’incarico prematuramente (è stato vanificato il secondo anno di accordo stipulato nel luglio scorso), al termine del campionato regolare che ha portato in dote la permanenza in categoria per la formazione ionica. Un processo di ricerca quasi interminabile, ermetico, che sembra destinato a concludersi con l’ingaggio di una figura che vanta dimestichezza nel contesto del calcio professionistico: come naturale prosecuzione degli obiettivi e degli esiti acquisiti in quello che è stato il torneo del ritorno in serie C, il massimo azionista Giove intende esplicitamente amplificare il traguardo, alludendo alla partecipazione della compagine rossoblu ai prossimi play off. L’assioma si definisce nella sua limpidezza: un simile progetto necessita di un demiurgo qualificato ed esperto del materiale umano propedeutico ad allestire un organico equilibrato nei reparti e competitivo, quindi di uno stratega affidabile ed ambizioso, deciso nella sua ideologia di gioco da applicare, senza cedere alle ossessioni dell’integralismo tattico. In tale ottica, Maurizio Pellegrino si sta già muovendo: dopo il dialogo sulla proposta di programmazione intercorso con i dirigenti ionici nel famoso pranzo di venerdì, l’ex direttore del club etneo ha voluto incontrare Giuseppe Laterza, impegnato a coordinare la squadra nelle ultime esercitazioni nel quartier generale dello stadio Iacovone.

Ed il condottiero nativo di Fasano sembra davvero proiettato ad onorare il terzo anno di panchina rossoblu, dopo i lusinghieri traguardi conquistati in due campionati consecutivi, dalla promozione in Lega Pro al suo debutto con conseguimento della salvezza sul palcoscenico del professionismo: la prima osmosi di opinioni, idee e prospettive è stata positiva e la sintonia fra i due protagonisti schiude a nuove ed intriganti collaborazioni. Il prossimo direttore sportivo dovrà concentrarsi necessariamente sulla rosa attuale, valutando eventuali epurazioni ed esaminando la cronologia dei singoli accordi, naturalmente al vaglio dei sondaggi e delle selezioni di calciatori funzionali al sistema tecnico-tattico. Molti tesserati inseriti nel roster del Taranto sono in possesso di contratti pluriennali, sottoscritti innanzitutto dai giovani come Ferrara, Mastromonaco, Santarpia, Diaby, Tomassini (tutti vincolati per tre stagioni agonistiche), ma anche come De Maria e Granata (due anni), mentre Labriola, prodotto del vivaio del Napoli, aveva firmato per un unico torneo. Per quel che concerne i giocatori over, promotori come Saraniti o Giovinco sono ispirati a rispettare la validità biennale dell’accordo; due stagioni in itinere anche per elementi come capitan Marsili, Benassai, Falcone e Pacilli (molti dubbi sulle prestazioni di quest’ultimo, il quale aveva vidimato il documento per una sola stagione l’estate scorsa, con opzione per la successiva). Particolari i casi di Civilleri (il centrocampista ha ottenuto il prolungamento del contratto al 2024, durante la sessione invernale del mercato), Versienti, Zullo e Riccardi, tutti in scadenza, così come Guastamacchia, mai sceso in campo a causa del grave infortunio al ginocchio accorsogli al termine dell’ultima performance in serie D.

In merito alla batteria dei portieri, Chiorra è rientrato dal prestito all’Empoli, società detentrice del cartellino, mentre Antonino e Loliva hanno firmato rispettivamente un atto annuale ed uno biennale. Di Gennaro, uomo determinante nella seconda porzione del torneo, ha salutato già il gruppo, in ossequio ai cinque mesi di accordo approvati nel gennaio scorso, stessa sorte per Manneh e per Turi, mentre occorre sciogliere le riserve su Barone, sfortunato attaccante prelevato dal Gladiator a gennaio e visto all’opera solo in pochi scampoli di partita. Nel frattempo, Maurizio Pellegrino ha visitato ed esaminato sia le strutture ed i locali dello stadio Iacovone, che l’impianto di Faggiano, da poco acquisito dal sodalizio rossoblu al fine di accogliere, nel brevemedio termine, le esercitazioni sia della compagine principale che delle formazioni afferenti al settore giovanile. Il demiurgo classe ’66 è uno specialista del settore dall’indole versatile: già centrocampista a livelli importanti, ha ottenuto il patentino per allenare nelle sedi di Coverciano (primi passi mossi proprio sulla panchina del Catania, al fianco di mister Graziani ed in occasione del fatale spareggio per l’ascesi in cadetteria contro il Taranto vent’anni fa), specializzandosi successivamente come dirigente (nel 2010, docente dei corsi di aggiornamento in Romania).

Alessandra Carpino