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Taranto, dilemma direttore sportivo: Pellegrino non ha ancora deciso

Il Taranto

Dall’effetto sorpresa all’attesa trepidante, sino ad un’enigmatica fase di stallo. La settimana che sarebbe dovuta essere decisiva ai fini dell’ingaggio del nuovo direttore sportivo del Taranto, personificato in Maurizio Pellegrino, volge al termine in maniera ermetica. I negoziati fra il sodalizio rossoblu e l’ex responsabile dell’area sportiva del Catania erano concreti e soprattutto avviati, sotto l’egida di precise operazioni promosse dallo stesso Pellegrino e propedeutiche all’approfondimento dei criteri per la nuova avventura in riva allo Ionio alla quale aderire per il prossimo triennio agonistico (tipo di contratto nelle intenzioni della dirigenza).

Eppure la pausa di riflessione da parte del demiurgo di origini siracusane rischia di procrastinarsi ulteriormente, nonostante i passaggi di valutazione richiesti, ottenuti ed effettuati all’indomani del famoso incontro conviviale in un raffinato ristorante di pesce limitrofo alla Città Vecchia: come noto, Maurizio Pellegrino aveva vivisezionato le strutture afferenti all’attività della Prima Squadra (non solo il quartier generale dello stadio Iacovone, ma anche l’impianto di Faggiano recentemente acquisito ed incastonato in una pianificazione che includerà il settore giovanile), poi aveva dialogato con animo proficuo insieme con Giuseppe Laterza, stratega decorato dai lusinghieri traguardi conquistati in due campionati consecutivi sulla panchina del Taranto, nonché forte di un altro anno di vincolo firmato sul documento stipulato l’estate scorsa. L’idillio sembrava completo, impreziosito dalla determinazione del presidente Massimo Giove, il quale non ha mai nascosto di essere stato ammaliato dall’approccio competente e dalla visione decisionista di un professionista eclettico come Pellegrino, abile a coniugare l’esperienza di allenatore con la qualifica di amministratore sportivo in società, durante la sua carriera inaugurata circa vent’anni fa, dopo aver conservato le scarpe bullonate di centrocampista.

Il rallentamento registrato negli ultimi giorni ha innescato inevitabilmente una sorta di scetticismo, nonostante le parti coinvolte abbiano sempre agito dietro le quinte con riservatezza, lasciando filtrare solo qualche dettaglio indicativo: il Taranto, però, teme di vanificare quel periodo di transizione decretato dalla fine della stagione regolare suggellata dalla salvezza aritmetica. Una cronologia vantaggiosa sulla tabella di marcia della programmazione che sta evaporando: i corollari degli spareggi in agenda nel mese di maggio non hanno riguardato la realtà rossoblu, l’esonero di Francesco Montervino, sviluppatosi prematuramente, ha accelerato le indagini e le selezioni del profilo che ne avrebbe raccolto il testimone, ma nell’organigramma societario persiste il vuoto del suo successore. Il presidente Giove è sottilmente infastidito dal reiterato slittamento della decisione di Maurizio Pellegrino e, qualora le aspettative dovessero essere infrante clamorosamente, non trascura le alternative, altrettanto valide, già inserite nella vasta antologia di sondaggi consultata nel corso delle settimane precedenti. Le ultime indiscrezioni virano sulla candidatura di Nicola Dionisio, figura qualificata e con dimestichezza sui palcoscenici del professionismo (spiccano le prestazioni al servizio di Avellino, Cavese, Potenza), attuale artefice della prodigiosa permanenza in serie D da parte di un Brindisi ricostruito dopo l’avvio drammatico e fallimentare della competizione. Il campionato di LND si concluderà domani e non è escluso che il maggior azionista Giove possa ripristinare i contatti con il diesse campano ed illustrargli un’eventuale mansione ai vertici del club ionico.

Non è un mistero, inoltre, che Maurizio Pellegrino sia corteggiato da altre società: fonti dirette ed autorevoli dalla Toscana alludono alla sua presenza sugli spalti  dello stadio “Artemio Franchi” di Siena, giovedì scorso, in occasione di un allenamento congiunto fra la formazione locale, militante nel girone B della serie C, e la compagine dilettantistica del Mazzola Valdarbia. Nessun riferimento ad espliciti colloqui con la dirigenza bianconera ma, come riferisce la testata giornalistica “La Nazione”, il rapporto di amicizia fra Pellegrino e Marco Trabucchi, amministratore generale del Siena, è pubblico: il sodalizio toscano si accinge ad una sorta di repulisti nell’area tecnica, poiché non sono stati confermati né il trainer Pasquale Padalino, né il direttore sportivo Giuseppe Cannella, oscurato dopo la sessione invernale di mercato. Sulle colonne del suddetto quotidiano è certificato l’interessamento del Taranto per Pellegrino, eppure non si escludono colpi di scena e suggestioni, aldilà della vacanza trascorsa dall’ex supervisore rossazzurro in territorio toscano, insieme con la famiglia. Per sciogliere le riserve, però, il tempo è breve. Ed in ottica di progettualità, il presidente Massimo Giove potrebbe optare per un ritorno di Antonio Borsci alla gestione del vivaio rossoblu, in luogo di Piergiuseppe Sapio, qualora quest’ultimo dovesse accettare la proposta della Triestina.

Alessandra Carpino