22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 18:59:00

Calcio

Carmine Parlato: “Decisivi i giovani”

Il tecnico del Padova: ”I rossoblù hanno in Giglio un’arma in più”


Pierfrancesco Battistini, uomo di campo tignoso e preciso fino al midollo, prosegue senza soste il suo lavoro in vista della trasferta di Scafati.

Squalificato Ibojo, in dubbio Mignogna, il trainer capitolino dovrebbe per il resto avere solo problemi di abbondanza. 

BuonaSeraTaranto ha raccolto in esclusiva le dichiarazioni del tecnico del Padova Carmine Parlato, originario di Napoli e trapiantato da 25 anni nella città del Santo (ha anche militato ad Avellino al fianco di Salvatore Bertuccelli), in testa con i biancoscudati nel girone C e con all'attivo due promozioni dalla D al timone di Rovigo e Pordenone oltre ad uno scudetto di categoria conquistato coi friulani l'anno scorso.

"Parto da un presupposto, qui a Padova siamo ripartiti con una società costituita in primis da persone serie che hanno avuto quale prima intenzione quella di pagare puntualmente lo stipendio ogni mese. E' stata adottata una politica concreta e basata sul fare le cose in modo attento e preciso, siamo ripartiti con un progetto ambizioso e portiamo all'Euganeo anche seimila persone a partita. E' chiaro che il girone C a differenza di quello H racchiude altri fattori quali il lato tecnico ed il poco pubblico in buona parte dei campi in cui andiamo a disputare le gare in trasferta, questo da un lato può essere per una blasonata anche un punto di vantaggio, mentre nel meridione, lo dico da partenopeo doc, ci sono in un solo raggruppamento diverse realtà di grido come Taranto, Brindisi, Andria, Bisceglie e via discorrendo".

La sua ricetta vincente, parlando di campo, qual è?
"C'è da fare una precisazione attenta. Al nord si cura molto anche l'aspetto disciplinare e quindi si lavora molto anche sui giovani, oltre all'aggiunta che, a livello emotivo, ci sono meno pressioni. Sul fronte degli under, che com'è noto devono essere obbligatoriamente 4 a partita in campo, bisogna rendersi conto che costituiscono il 60% della forza di un gruppo con l'aggiunta di doverosi ricambi. I "vecchi" devono dare il loro apporto e quindi serve il giusto mix a dovere, ad esempio conosco benissimo Giglio che militava nell'Altovicentino, compagine che ci contende la promozione oltretutto, dico quindi che l'apporto nel Taranto di un elemento della sua esperienza assieme ad un buon quantitativo di giovani è la giusta miscela per ottenere risultati importanti".

Padova e Taranto però sono due piazze esigenti.
"Lo so benissimo, vivo qui nella città veneta dall'età di vent'anni (ne compirà 45 a giugno) e mi sono anche costruito la famiglia in loco, ragion per cui, avendo anche da calciatore conosciuto realtà blasonate come Avellino, Campobasso, Mantova e Latina mi rendo conto a dovere di tutto. I risultati portano il pubblico allo stadio, questo è un sacrosanto aspetto, dico solo che bisogna puntare per almeno 7/11 su elementi giovani emergenti e quindi su altri più esperti, ma senza strafare specialmente sotto quest'ultimo aspetto".

Conosce Battistini?
"Da calciatore l'ho affrontato da avversario, anche se non ricordo bene con quale compagine militavo nell'occasione. Come allenatore ne parlano bene ed il curriculum mi sembra chiaro, ha vinto in una piazza altrettanto difficile come Perugia, quindi credo che il Taranto abbia saputo puntare su un collega in gamba. Me ne hanno parlato come di un grande lavoratore ed uno che conosce il calcio come pochi, quindi credo che sia un'ottima scelta".
 

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