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Taranto, il “giallo” del nuovo ds

Surreale ed enigmatica. La ricerca e, soprattutto, l’ingaggio del nuovo direttore sportivo da parte del Taranto vivono una situazione di stallo che, a sua volta, ha già compromesso quel vantaggio cronologico sulla tabella di marcia della riorganizzazione societaria, resa necessaria dopo il prematuro licenziamento di Francesco Montervino nell’epilogo del campionato regolare, suggellato dalla salvezza diretta ed aritmetica della squadra rossoblu.

Il segmento operativo del mese di maggio si è assottigliato e, mentre si delineano e si completano i quadri degli spareggi sia in serie C che nel dilettantismo, il Taranto è bloccato e cerca di rintracciare la figura idonea di nuovo responsabile dell’area sportiva: i negoziati con Maurizio Pellegrino, ex supervisore del Catania ormai fallito, avrebbero potuto concretizzarsi nello scorso fine settimana, ma l’inserimento del Siena ha suggerito allo stesso dirigente di origini siracusane di incrementare quel periodo di meditazione, già richiesto ed ottenuto dopo aver vivisezionato la realtà ionica, sia in senso progettuale che pragmatico. A dieci giorni dal famoso convivio a base di pesce in un raffinato ristorante del Borgo, Pellegrino non ha sciolto affatto le riserve, anzi: il corteggiamento da parte del Siena, sodalizio che mira ad un restyling per l’area tecnica, dopo la mancata riconferma sia del trainer Pasquale Padalino, sia del direttore sportivo Giuseppe Cannella (oscurato dopo la sessione invernale di calciomercato), non lo lascia indifferente. Come divulgato da fonti toscane, Maurizio Pellegrino, approfittando di una vacanza con la famiglia, aveva accettato l’invito da parte di Marco Trabucchi, amministratore generale del sodalizio senese, ed aveva assistito giovedì scorso all’amichevole fra la formazione bianconera (militante nel girone B di Lega Pro) ed i dilettanti del Mazzola Valdarbia.

Le ultime indiscrezioni alludono ad una proposta concreta avanzata dal Siena all’ex direttore rossazzurro, per il quale i valori della competitività e della sostenibilità di una pianificazione calcistica sono sempre stati sacri e da esaminare: non è un mistero, però, che il presidente Massimo Giove avesse già offerto un contratto su base triennale, convinto dall’efficienza e dall’esperienza di Pellegrino, già dedito a visitare le strutture logistiche della Prima Squadra e persino a dialogare di tattica e funzionalità dell’organico con l’allenatore Giuseppe Laterza, vincolato al club rossoblu per un’ulteriore stagione agonistica. Il Taranto non può permettersi di farsi trovare impreparato, qualora Pellegrino dovesse optare per la soluzione Siena: la candidatura di Nicola Dionisio, artefice della prodigiosa permanenza in serie D da parte del Brindisi ricostruito dopo l’avvio drammatico della competizione, è ritornata prepotentemente nelle ore recenti, tanto che si è vociferato ieri di un colloquio fra il direttore campano e gli esponenti della dirigenza ionica, ovvero il maggior azionista Giove ed il suo consulente Galigani. Sul torneo dilettantistico è calato il sipario proprio domenica, la formazione adriatica ha blindato la permanenza con un’ottima quota 49: Nicola Dionisio è profilo qualificato e con dimestichezza sui palcoscenici del professionismo, come testimoniano le sue prestazioni al servizio di Avellino, Cavese, Potenza. Dal girone H piaceva molto anche l’emergente Elio Di Toro, già delegato al settore giovanile del Foggia e fautore della promozione, quasi storica, del Cerignola: l’avvicendamento al ruolo presidenziale fra Danilo Quarto e Nicola Grieco (un ritorno per lui), avvenuta nella giornata di ieri, non dovrebbe assolutamente intaccare la continuità del progetto affidato al demiurgo classe ’75. Nell’antologia di aspiranti alla mansione di direttore sportivo del Taranto erano stati inseriti anche Mariano Fernandez, Gianluca Torma e l’intramontabile Danilo Pagni.

Storie diverse: il primo, professionista argentino noto dai tempi della Virtus Francavilla, è in attesa di conoscere gli sviluppi del suo futuro negli ingranaggi della Viterbese, club che ha appena ottenuto la salvezza attraverso la disputa dei play out nel girone B, alla quale Fernandez aveva contribuito attraverso adeguate correzioni tecniche e tattiche nel roster, dopo essere stato arruolato tempestivamente ed in corso d’opera del torneo. Con Torma, attuale collaboratore per lo scouting della società britannica del Watford Football Club, militante in Premier League e di proprietà della famiglia Pozzo, ci sono stati solo timidi approcci interlocutori. Prediletto dall’ambiente ionico è sempre Danilo Pagni, freelance di lusso e dalla carriera altisonante: i suoi confronti con il consulente Galigani sono frequenti, ma il presidente Giove non abbandona la sua personale reticenza, forse scaturita dall’accordo sfumato due estati fa per motivi burocratici, un’azione propedeutica alla scelta di Montervino. Il nome nuovo emerso è quello di Alfio Pellicioni, veterano e specialista del settore, attuale direttore sportivo del Catanzaro atteso dalla doppia semifinale play off in serie C con il Padova: un profilo di alto spessore che potrebbe non operare più alla corte della società calabrese, con la quale è in scadenza di contratto. Nel palmares di Pelliccioni, nativo di San Marino, classe ’55, spicca una sola avventura in terra pugliese, ovvero quella ai vertici del Monopoli nel campionato 2017- 18: il “gabbiano” biancoverde era allenato da Giuseppe Scienza ed annoverava nelle sue fila due elementi di belle speranze come Daniele Donnarumma (ora difensore del Cittadella) e Dimitrios Sounas (proprio a Catanzaro in questa stagione). Esercizio di attesa e di pazienza per la dirigenza rossoblu, la quale sarà impegnata anche a compensare l’assenza di un altro tassello mancante nell’organigramma: dopo essere assurto alla cronaca per un debutto nel ruolo di direttore sportivo, Piergiuseppe Sapio si appresta ad inaugurare la mansione di supervisore del settore giovanile alla Triestina; non è da escludere un ritorno di Antonio Borsci come coordinatore del vivaio del Taranto.

Alessandra Carpino