Calcio

Via Pizzonia, in sella al Grottaglie torna Pettinicchio

Dopo il ko col Gallipoli la società vuole dare una scossa all’ambiente


GROTTAGLIE – Dieci mesi dopo il figliol prodigo torna al timone dei biancazzurri.

Giacomo Pettinicchio atto terzo quindi si ripete a Grottaglie, dopo che aveva lasciato la panchina dell'Ars et Labor il 18 maggio dello scorso anno a permanenza centrata nella storica vittoria di Vico Equense nei play/out.

Il 55 enne tecnico tarantino quindi ha deciso di riprendere nuovamente possesso della compagine da lui tanto amata e che condusse in serie D nel 2001 sotto la presidenza dell'avvocato Carlo Fiorino, sebbene, contattato in mattinata, ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito.

L'esonero di Vincenzo Pizzonia sicuramente suona come un fulmine a ciel sereno, ma è altrettanto vero che l'ormai ex allenatore non ha assolutamente la totalità delle colpe di una stagione iniziata a fatica e proseguita con diversi stentii legati anche ad una difficile situazione societaria. L'uomo di Lamezia Terme, silurato dopo la sconfitta interna contro il Gallipoli, ha anch'egli preferito staccare il telefonino e quindi rendersi irreperibile, così come il presidente Leo D'Amicis, anch'esso irrintracciabile da due giorni.
In ballo vi sono due traguardi fondamentali, ossia il mantenimento della serie D ed il futuro di un sodalizio che, in caso di traguardo centrato, acquisirebbe il pass per il quindicesimo anno consecutivo in quarta serie, sicuramente non poca cosa.

Un dato di fatto è indiscutibile, ossia che i risultati sono alla base della solidità o meno degli allenatori ed alla fine ha pagato per tutti Pizzonia, sia pure ingiustamente vista la situazione non semplice con cui si è barcamenato in questi mesi.

Il compito di Pettinicchio ora non sarà certo semplice, visto che il calendario proporrà una trasferta insidiosa ad Arzano e quindi il derby interno contro la Fidelis Andria, l'uomo della città Vecchia di Taranto da par suo non si spaventa ed è pronto a tornare in pista con grande entusiasmo. Del resto il suo motto è unico e testuale: "Il campo è la mia vita e non so fare altro, torno semplicemente a svolgere quello che è il mio lavoro da sempre".

Ora il suo compito sarà vincere l’ennesima scommessa dopo aver già regalato grandi soddisfazioni, in passato, alla Città delle ceramiche. Un obiettivo ampiamente alla portata dell’esperto tecnico tarantino.
 

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