Calcio

Mino Francioso: “Ce la giocheremo”

Il tecnico del Pomigliano: “I rossoblù? Sono da vertice”


Il Pomigliano sulla carta appare un avversario ampiamente abbordabile per Giglio e compagni che, reduci dal deludente pareggio interno con il Monopoli, tornano in terra campana cercando subito il riscatto.

Ma mai sottovalutare gli avversari, rimarca un detto e lo stesso Mino Francioso, già bomber e tecnico dei campani da un mese e mezzo, pur spendendo parole auree sui rossoblù, non parte battuto. 

"Sicuramente è il peggiore avversario che poteva capitarci, anche se ovviamente ce la giocheremo senza alcun timore reverenziale. Ho Terracciano infortunato in difesa ma spero di recuperarlo, per il resto ho tutti a disposizione e faremo in modo di dire la nostra visto che siamo anche reduci da una sconfitta pesante a Manfredonia. Siamo in una brutta situazione di classifica e non possiamo certo giocare di fioretto, di sicuro il Taranto è avvisato, noi vogliamo assolutamente vincere".

Da brindisino di origine vede chiuso il discorso primo posto?
"No perchè lo stesso Taranto può tranquillamente ambire ancora alla promozione. I punti di distacco sono ampiamente recuperabili, quindi è un quadro ancora tutto in divenire, di certo anche i biancazzurri della mia città di origine possono dire ancora la loro in merito".

A Grottaglie intanto è approdato Pettinicchio.
"Ormai i cambi di allenatore sono una cosa normale di questi tempi, io stesso sono subentrato di recente oltretutto. Dispiace per Pizzonia che aveva svolto un ottimo lavoro, ma questo nostro mestiere è perennemente sulla graticola, oggi vai bene e domani non più. Anche a Taranto è approdato Battistini di recente e sta lavorando anche molto bene, fa parte del gioco".

Come giudica questo girone H?
"Come sempre molto fisico e difficile, visto che ci sono grosse compagini sia nella lotta al vertice che in quella per la permanenza. Ho esperienza di calcio, anche giocato come tutti sanno, quindi parlo con cognizione di causa. E' chiaro che rispetto a quando giocavo i tempi sono cambiati del tutto, di sicuro è sempre un raggruppamento ostico ed uscirne fuori altrettanto complicato. Essendo brindisino ed avendo anche vissuto sulla mia pelle un fallimento della compagine della mia città da calciatore so cosa dico in merito, quando si disputa la serie D ti aspettano tutti al varco e vogliono disputare la partita della vita".

La tigna dell'uomo di Brindisi, di professione centravanti da venti reti a stagione, di certo non è nuova a nessuno. Lui, cresciuto nell'Avellino con esordio in A a 21 anni sotto l'egida del sergente di ferro Eugenio Bersellini e con una lunga militanza in B con Ravenna, Lecce e Genoa oltre che in C, sta dimostrando anche come allenatore di valere e di saper lavorare in modo attento e concreto. 

L'esonero dello scorso anno a Francavilla Fontana di sicuro non lo meritava, ma sulle sue qualità professionali ed umane nessuno può discuterlo, ragion per cui sarà fondamentale per il Taranto evitare certi errori nella gestione del risultato e cercare se non altro di chiudere anzitempo la pratica.
 

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