02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Calcio

Mignogna, fantasia al potere. Tutte le foto di Taranto-Gallipoli

Il suo ingresso nel derby si è rivelato decisivo


Il suo ingresso in campo quasi a metà ripresa ieri è stato il punto cruciale della vittoria rossoblù.

Una rete d'astuzia e lo zampino nelle altre due lo hanno reso man of the match nel derby contro il Gallipoli ed è giusto quindi rimarcare come Francesco Mignogna, 32 anni da compiere il prossimo 20 luglio, sia davvero un profeta in patria.

Del resto lui, tarantino doc cresciuto nel vivaio con parentesi quasi tutte in Lega Pro successive a Vasto, Celano, Manfredonia e Siracusa prima di scendere nuovamente in serie D a Casarano e Brindisi, vivere una nuova parentesi nella vecchia Seconda Divisione a Milazzo e tornare a "casa" tre anni fa nella sua amata città. Spesso Taranto ha discusso e poco valorizzato i suoi talenti, basti vedere elementi come Panarelli e Triuzzi, figli anch'essi di San Cataldo e che si sono un pò persi nel tempo senza ottenere grossi sussulti a livello individuale e quindi il ritorno del figliol prodigo è sicuramente un punto di partenza fondamentale nella chiave di volta figlia della tarantinità. Ha dovuto emigrare in passato il buon Ciccio, disputando ottimi campionati in Abruzzo sotto l'egida di tecnici di valore quali Sauro Trillini, Pino Petrelli e Giacomo Modica (attuale membro dello staff di Zeman a Cagliari) prima di tornare in Puglia e soprattutto in quegli amati colori rossoblù che sono da sempre la sua seconda pelle. Non ha mai vissuto categorie oltre la Lega Pro, a differenza degli altri suoi due concittadini (Triuzzi vanta anche due presenze in A col Parma di Carlo Ancelotti nel 1996-97) sebbene in B transitò nel Treviso oltre dieci anni addietro senza però mai disputare nemmeno una gara, ma la sua carriera l'ha vissuta in modo comunque discreto.

Il nuovo progetto l'ha sposato quasi al buio nell'estate 2012, stante il fatto che era stata ricostruita per l'ennesima vola la società dopo la parentesi D'Addario, una scelta figlia della sua tarantinità doc e che merita un plauso sincero a pieni voti.

Il figlio del quartiere Paolo VI, dove vive oltretutto con la famiglia, è ora un fulcro costante di questa squadra, sebbene forse, aspetto da rimarcare in toto, se fosse schierato dal primo minuto, forse certi sbadigli dei primi tempi non sarebbero tali come ieri.

L'ex tecnico Massimiliano Favo lo aveva quasi accantonato del tutto, ritenendolo inadatto al suo gioco ed ubicandolo in campo quasi per sfinimento, quello attuale Pierfrancesco Battistini gli ha ridato fiducia ed entusiasmo, i risultati si notano ed in che maniera.

In aggiunta al fatto che era reduce da problemi fisici che lo avevano anche tenuto fuori per un periodo, se il buongiorno si vede dal mattino il Taranto ha ritrovato finalmente il suo figliol prodigo nella strada, sempre tortuosa ma ancora percorribile, verso il ritorno nei professionisti.
 

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