27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2021 alle 16:40:07

Calcio

Passiatore, ‘sgarbo’ ai rossoblù

Impresa del Monopoli allenato dal tecnico tarantino, che vincendo la Coppa Italia diventa un cliente “pericoloso” in ottica playoff


Ieri pomeriggio a Firenze ha conquistato la coppa Italia di serie D al timone del Monopoli ed un pò di tarantinità vige sovrana per ovvi motivi. Il trionfo di Francesco Passiatore, 43 anni, porta anche le tinte rossoblù visto che al secondo turno ha avuto modo di eliminare proprio il Taranto nella notturna di inizio settembre, sbancando 2-0 lo “Iacovone” in aggiunta al fatto che ha in rosa anche il figlio d’arte Mauro Gori, prodotto del vivaio assieme al fratello Ghigo, estremo difensore della Salernitana in Lega Pro.

“Un trionfo fortemente voluto – spiega lo stesso Passiatore – visto che abbiamo eliminato numerose compagini che stanno ai vertici degli altri gironi e battuto in finale la Correggese che ha conteso al Rimini la promozione nel raggruppamento D. Un successo strameritato (2-1 il finale) e che ci rende felicissimi, stasera (la compagine biancoverde è ripartita in mattinata dal capoluogo toscano) avremo tanti tifosi pronti a festeggiare con noi”.

Un Monopoli che parla anche un pò tarantino.
“Ne sono felice, visto che oltretutto in questa città ho anche militato da calciatore. Questa vittoria ci consente anche di accedere alle semifinali play/off (il regolamento prevede l’accesso diretto delle due finaliste della coccarda tricolore) ed è anche un buon viatico per un eventuale progetto di approdo nei professionisti. Ovvio che anche la presenza di Mauro Gori (papà Graziano lo segue sempre con grande occhio attento) rende più colorata di rossoblù questa affermazione, ma è altrettanto vero che per me è una soddisfazione enorme visto che come allenatore è il mio primo successo importante”.

Grande amico di Michele Cazzarò, un altro tarantino doc al timone del Delfino.
“Lo sento ogni giorno, ci lega un’amicizia fraterna con le rispettive famiglie da sempre. E’ un ragazzo in gamba che sa il fatto suo, sa come gestire i momenti difficili e sono sicuro che timbrerà risultati importanti per il Taranto. Si sta formando a dovere come allenatore e sono convinto che si toglierà parecchie soddisfazioni, ha tutte le credenziali per poter fare bene”.

La conferma intanto che San Cataldo è amico del forestiero si è avuta ancora una volta, visto che numerosi tarantini hanno fatto fortune fuori dai Due Mari, il primo fu il compianto Nardino Costagliola che conobbe la massima divisione col Bari e la Fiorentina (oltre a vincere uno scudetto coi viola e centrare una finale di coppa dei Campioni contro l’allora invincibile Real Madrid) oltre all’azzurro per poi vedere altri come Angelo Carrano (stagioni d’oro in massima divisione sempre col Bari assieme ad un altro grandissimo come Tony Giammarinaro negli anni Sessanta) e Giacomo Pettinicchio (una signora carriera da stopper in C1 a Martina Franca e Casarano negli anni Ottanta) oltre che da tecnico sia nella vicina Grottaglie che a Fasano e Trani.

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