Calcio

Rebus futuro del Taranto calcio, arrivano i ‘no’

Gianni Lombardi prende tempo, Montervino sembra defilarsi. Dal Comune pressing su Campitiello per un “ripensamento”


Domenico Campitiello, almeno per ora, non intende assolutamente fare un passo indietro. La società rossoblù è ufficialmente in vendita e quindi bisognerà capire se ci sarà un ennesimo passaggio di consegne in seno ad essa oppure un suo ripensamento, attualmente però molto difficile.

La lettera redatta di suo pugno nella giornata di ieri è chiara e concisa e non ammette repliche, oltretutto ha anche deciso di non rilasciare dichiarazioni ufficiali e non terrà nemmeno conferenze stampa. Le voci su possibili insediamenti di Giovanni Lombardi, patron della Casertana o di cordate rappresentante da Francesco Montervino, ex direttore sportivo fino a marzo scorso, che rappresenterebbe il figlio di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, al momento paiono giusto tali visto che di ufficiale non sta assolutamente nulla. Dall’entourage dell’ex diesse Montervino, in particolare, non arrivano conferme su possibili interessi per un ritorno in sella, dopo il divorzio con Campitiello avvenuto a stagione in corso.

Idem un possibile reinteressamento di Pasquale Di Cosola, già iperattivo la scorsa estate con una ricca documentazione presentata nello studio del notaio Daniela De Francesco e poi sfumata a vantaggio proprio del re dei salumi.

Situazione quindi al momento in stand by anche se l’uomo di Pagani ha garantito l’iscrizione al prossimo campionato di serie D, ovviamente una sorta di compensazione la sua giusto per lasciare saldo il calcio vivo in città.

Il futuro però, almeno al momento, appare ricco di sfaccettature ed ombre, con la speranza, da parte sia dei tifosi dalla sua parte (e sono un grosso quantitativo) che dei vertici municipali (si sta muovendo anche il sindaco Stefàno in persona) che possa però ripensarci e lavorare sulla riammissione d’ufficio in Lega Pro, mai come stavolta possibile al 99% visti i nuovi casi usciti alla ribalta con l’ultimo del neopromosso Novara deferito a titolo di responsabilità diretta per mancati pagamenti Irpef.

L’ennesima, assurda, farsa, di come i metodi illeciti ultimamente sono la figura primaria di campionati vinti con il conto che poi viene presentato, con gli interessi, subito dopo.

DI GIAMO: “SPERO IN UN RIPENSAMENTO”
L’ex rossoblù Luigi Di Giaimo, oggi 65enne, parla in esclusiva della vicenda in questione, conoscendo bene il re dei salumi: “Non so perchè Campitiello abbia scelto di andare via, anche se i tifosi devono capire che il presidente non può certo regolamentare la questione dei biglietti per le trasferte visto che hanno avuto da ridire come mi dite sulla vicenda relativa alla trasferta di Sestri Levante.

Anche se ormai il calcio è cambiato, è diventato un ambiente ingestibile e sapendo le difficoltà che Taranto ha a livello strutturale sono anche un aspetto di non poco conto.
Mi auguro che ci ripensi, visto che è una persona seria e perbene, di certo mi rendo conto che ormai questo mondo sta peggiorando giorno dopo giorno, ora mi dite che c’è un interessamento del patron della Casertana Lombardi, sotto questo aspetto non mi sembra proprio la scelta migliore.

Perchè, parliamoci chiaro, se un imprenditore che investe poi non ottiene risultati, alla fine ci rimette e decide di lasciare, il massimo dirigente dei falchetti infatti puntava in alto nella città della Reggia e non è riuscito a fare quello che si auspicava. Mi dispiace solo che la vostra città non trova mai pace calcisticamente parlando, è semplicemente assurdo”.

LOMBARDI: “TARANTO MI PIACE, MA E’ PREMATURO PARLARNE” –
Il suo nome è stato accostato un paio di mesi addietro alla società rossoblù ed anche adesso, alla luce delle dimissioni dell’attuale presidente Domenico Campitiello, potrebbe essere un sostituto del re dei salumi.

Giovanni Lombardi, patron della Casertana, interpellato da BuonaSeraTaranto in esclusiva, smentisce l’interessamento ma spende parole auree sul pubblico.

“Non scopro certo io la passionalità dei tifosi del Taranto, visto che ho avuto alle mie dipendenze Angelo Antonazzo che me ne ha sempre speso frasi bellissime in merito.
Ma da qui a dire che debba rilevare la maggioranza societaria ce ne corre, non so nulla e quindi è un discorso al momento inutile da approfondire.

Sono in lite qui a Caserta col Comune per la questione relativa allo stadio ed alla costruzione di campi di allenamento, potrei lasciare perchè mi sono seccato di questo tira e molla che va avanti da tre anni, per natura sono ambizioso e quindi voglio assolutamente conquistare traguardi importanti.

Conosco bene anche il vostro ex direttore sportivo Francesco Montervino visto che sono operativo nel territorio napoletano con la mia attività imprenditoriale ed ho anche moglie originaria di Salerno, ma ripeto, non ho assolutamente avanzato offerte per acquisire la società del Taranto”.

Campitiello vuole lasciare.
“Non so nulla di questo e nemmeno lo conosco bene, quindi non posso esprimermi in merito. Sono preso ora dal mio lavoro e quindi ho anche poco tempo per dedicarmi alle pubbliche relazioni, di certo Taranto rimane una piazza che fa gola a chiunque, ci mancherebbe altro. Un pubblico così numeroso in serie D è una bestemmia per la categoria in questione, parliamo di una città che merita come minimo la serie B per blasone e storia, io ci voglio arrivare e visto che a Caserta mi creano troppi ostacoli vedrò di tentare eventualmente altrove”.

A Taranto dunque?
”Non ho mai assolutamente pensato a questa ipotesi, lo rimarco all’infinito. Certo, ho stima di Antonazzo che mi ha sempre parlato bene dell’ambiente e della tifoseria così come di Montervino, ma sono solo due amici e basta. Quindi non so che altro aggiungere, di certo posso solo dire che vorrei averla qui in Campania una tifoseria così numerosa allo stadio ogni domenica e tanti in trasferta come è avvenuto in questa stagione appena conclusa”.

Pretattica oppure verità?  Nei prossimi giorni l’ardua sentenza.
 

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