Calcio

Il “caso Taranto Calcio” finisce in tribunale. Udienza a luglio

Coda velenosa nel rapporto con Campitiello: i vecchi soci di minoranza non possono visionare i bilanci e si rivolgono ai giudici


L’ennesima estate bollente è pronta a consumarsi.

I vecchi soci di minoranza, andate deserte nelle scorse settimane le Assemblee straordinarie ed ordinarie, hanno deciso di passare al contrattacco ed hanno adottato le vie legali per avere cognizione dei bilanci che invece l’ormai ex presidente Domenico Campitiello avrebbe impedito di visionare.

Il braccio di ferro sembra insomma prossimo alla consumazione ed il Tribunale, cui è stato anche presentato un apposito esposto, si pronuncerà il prossimo 8 luglio, ragion per cui il quadro della situazione rossoblù ancora una volta è prossimo ad avere vicende molto delicate.

Nell’ultima Assemblea, che si sarebbe dovuta tenere presso la nuova sede legale di viale Virgilio, non c’era nessuno ed allora si è provveduto a quest’atto di denuncia nei confronti dell’imprenditore di Pagani, titolare del 98% delle quote, visto che non ha voluto da par suo far prendere visione, violando un obbligo di stampo legale, dei bilanci stessi. I soci di minoranza che com’è noto sono Mario Petrelli (Eco Risanamenti), Fondazione Taras, avv. Antonio Bongiovanni, Elisabetta Zelatore, il dottor Guido Petrocelli ed altri con piccole quote vogliono quindi avere una certa chiarezza sulla vicenda nell’ottica di una possibile acquisizione delle quote stesse o sempre nel quadro di visione nei confronti di potenziali acquirenti su cui sembrerebbe fiondato il nome dell’attuale patron, dimissionario, della Casertana Giovanni Lombardi.

Il consiglio di Amministrazione, lo ricordiamo, è quindi costituito al momento dal presidente Domenico Campitiello, quindi da Fabio Petrelli, Armando Casciaro (Fondazione Taras) e l’ex massimo dirigente Fabrizio Nardoni. L’improvvisa decisione del re dei salumi di farsi da parte ha colto senz’altro tutti di sorpresa, sebbene egli stesso ha garantito l’iscrizione al prossimo torneo di serie D con il versamento delle relative tasse e fidejussione prima di lasciare campo libero ad eventuali potenziali soggetti interessati per la cifra, da lui esplicitamente dichiarata, di mezzo milione di euro. L’ipotesi dell’imprenditore cartiero e titolare di numerose cliniche campane originario di Scafati sembra aver preso piede, sia pure al momento in modo implicito, ironia della sorte però, qualora l’affare andasse in porto, sarebbe un passaggio di consegne sempre di “stampo” salernitano, visto che è originario di un comune del territorio in questione oltretutto non lontano proprio da Pagani!

CAMPILONGO: “LOMBARDI? UNO AMBIZIOSO”
Lui lo conosce bene Giovanni Lombardi, avendolo avuto come presidente alla Casertana nell’ultima stagione. “Parliamo di un grosso imprenditore che è affermato con le Carterie con annessi stabilimenti a Pompei, quindi proprietario del quotidiano Metropolis di Castellammare di Stabia e di una ventina di cliniche di Eco Analisi in tutta la Campania, di certo ha grosse potenzialità economiche che hanno reso grande negli ultimi anni i falchetti” spiega Sasà Campilongo. “La lite con i vertici comunali locali sicuramente non è stata inopinata, se dovesse davvero approdare a Taranto di sicuro avrebbe dalla sua una personalità molto forte ed alle volte anche soggetta a sbalzi di umore. Ha un direttore generale come Nicola Pannone che è un uomo importante anche nel Palazzo oltre che sua persona di fiducia, sono convinto che potrebbe trovare da voi gli stimoli giusti per costruire un qualcosa di importante”.

Intanto l’ormai ex presidente Campitiello viene dato da radiomercato interessato alla Cavese in serie D anche se una fonte autorevole nella serata di ieri dà quasi per certo il suo approdo, o meglio ritorno, al timone della Paganese in Lega Pro e quindi nella sua città di origine e residenza.

PETTINICCHIO: “GRANDE AMAREZZA”
In lizza per tornare nel giro, con l’ipotesi Casarano in Eccellenza in testa, Giacomo Pettinicchio in questa esclusiva a BuonaSeraTaranto dice la sua senza peli sulla lingua sull’ennesima vicenda societaria poco chiara.

“Si conferma il solito clichèt, quando si è ad un passo dal traguardo puntualmente si falisce ed è una situazione che si conferma da oltre vent’anni.
Trovo assurdo tutto questo, ma evidentemente non c’è voglia di migliorare e quindi di strutturare a dovere le cose, dispiace davvero perchè Taranto non può continuare a vivacchiare in queste categorie assolutamente non alla sua portata.

L’addio di Campitiello a mio parere è stato frutto di una decisione da lui ponderata da tempo, visto che già con le dimissioni di Montervino si era capito che qualcosa si era rotto e quindi si aspettava il momento opportuno per giungere al dunque. Ovvio che questo dispiace molto, ma è anche vero che tutto questo è la risultante di come non si sappia assolutamente avere pazienza anche da parte dei tifosi visto che comunque la piazza nostrana è noto a tutti che è particolare e ricca di difficoltà oggettive.

E’ chiaro che poi se sommiamo che si era vinto, sul campo, un campionato di Prima Divisione tre anni fa poi cancellato da una pesante penalizzazione e quindi si sono verificati contrasti successivi a livello dirigenziale anche dopo si appura con mano che probabilmente non c’è l’intento concreto a progettare come si deve”.

Come vede un eventuale ritorno dei vecchi soci?
”Potrebbe tornare positivo ed utile se dovessero fare tesoro degli errori commessi. Bisogna però precisare che Campitiello aveva ereditato una pesante massa debitoria e se l’era accollata lui in persona, ora è difficile dire come andranno realmente le cose. Sarebbe delittuoso però, visti i casi numerosi di società a rischio iscrizione in Lega Pro, gettare alle ortiche l’ipotesi ripescaggio che appare quanto mai fattibile”.

Questione stadi, società sportive e Comuni sempre in lite.
“Altra rogna di non poco conto e l’esempio dello “Iacovone” è lampante. C’è enorme necessità di rimetterlo a nuovo, sia nei tre settori inferiori inagibili da anni che sotto altri aspetti così come il campo B che è assolutamente ridotto male. Bisogna assolutamente approvare questa benedetta legge sugli stadi, è diventato un dilemma troppo insostenibile, basti vedere le brutture italiane in tal senso per avere un quadro ormai sballato”.

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