Calcio

Taranto calcio, il ritorno del “Giaguaro”

Sarà il nuovo preparatore dei portieri al fianco del riconfermato allenatore Cazzarò. “Sono felice di rientrare”


Il Giaguaro torna nuovamente in sella al Delfino. Del resto lui è storia da sempre del Taranto e non necessita di ulteriori presentazioni, visto che, pur essendo nativo di Grottaglie, ha sempre scolpiti i colori rossoblù nella sua pelle.

Giampaolo Spagnulo quindi è rientrato ufficialmente nei quadri tecnici al fianco di Michele Cazzarò (cresciuto proprio al suo fianco ai tempi della serie B) e Paolo Re David che farà da preparatore atletico.

“Tutti sanno quanto ho a cuore questa maglia, ragion per cui questa chiamata dei nuovi dirigenti mi ha non poco inorgoglito ed è bastato parlarci pochi minuti per tastare con mano come siano persone serie. Il progetto è importante e, quindi, sono finalmente tornato a casa dopo un lungo girovagare. Oltre ad essere un lavoro, c’è anche dentro di me enorme passione mixata ad entusiasmo. Uno stimolo in più che mi rende felice”.

Fronte ripescaggio, ci crede ancora?
“Non è il momento per parlarne, bisognerà vedere tanti aspetti che per ora sono solo ipotetici. Parto da un presupposto chiave, ossia che il mezzo milione di euro di fondo perduto è poco corretto, visto che il calcio è una costola dello sport e non ha matrici di stampo commerciale. Sono dell’idea che quest’ultimo aspetto non possa assolutamente combaciarsi con il fattore sportivo. Fattore cui occorre fare attente constatazioni. Se arriverà la serie C tanto di guadagnato, altrimenti ce la conquisteremo sul campo”.

La conferma di Cazzarò è giusta?
“Non ci sono dubbi, Michele ha dimostrato in poco tempo di sapere il fatto suo ed ha svolto un ottimo lavoro. Darne continuità mi sembra come minimo la scelta più logica e coerente, basando il tutto, altro particolare non da poco, sulla tarantinità. Il che, aggiungo a titolo personale, ha un suo valore di grosso spessore in questo periodo in cui, oltretutto, sussistono casi poco piacevoli in tutti i settori”.

Il rientro dello storico numero uno che esordì in B a soli 23 anni nella famosa trasferta di Bologna (con annesso rigore sventato a Poli che salvò un prezioso pareggio), sicuramente suona molto importante in proiezione presente e futura. La sua esperienza maturata in oltre trent’anni di calcio sarà infatti determinante sia per i nuovi estremi difensori che per lo stesso Michele Cazzarò, da lui oltretutto svezzato ad inizio anni Novanta quando iniziò la sua carriera da calciatore proprio in rossoblù.

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