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Un pareggio tra i fischi

TARANTO – Un pareggio alla fine giusto ed applaudito dai tremila dello “Iacovone” (prima della gara la moglie del compianto Erasmo ha fatto l’intero giro del campo ricevendo cori affettuosi nei confronti suoi e del marito con annesse bandiere con la sua immagine raffigurata) al culmine di una partita che, dati alla mano, poteva davvero finire con una beffarda sconfitta. Una rasoiata di Esposito proprio a mezzo minuto dal termine ha rimesso a posto una situazione che sembrava del tutto compromessa.Una prestazione, nel complesso, molto volenterosa ma anche frammentaria ed arruffona, specialmente nelle conclusioni sotto porta. Alla fine, per come si erano messe le cose, il punto va più che bene. Ma è altrettanto vero che, ora, la vetta, dista ben cinque lunghezze. Tre gare in otto giorni, non sussistono dubbi, hanno anche il loro crisma di stanchezza fisica e mentale, ma è altrettanto vero che comunque questa squadra ha ancora bisogno di maggiore spirito collettivo nel gioco e, soprattutto, cercare di essere meno sciupona negli ultimi sedici metri. Un derby che alla fine ha anche fatto registrare ben quattro espulsi. Ha iniziato il valzer dei “rossi” Giuseppe Padovano, vice di Michele Cazzarò, per proteste, quindi è stata la volta di Liberio in casa francavillese al 12’ della ripresa per doppia ammonizione ed ha concluso il ciclo “nero” nel concitato dopogara (rissa a centrocampo e qualche parola grossa di troppo) D’Angelo e Taurino. L’autorete di Lecce ad inizio ripresa, maturata anche in modo beffardo (ha cercato di anticipare Pardo su un assist in area diretto per la punta biancazzurra pronta a colpire al volo), aveva messo tutti in apprensione e, dopo numerosi tiri in porta terminati a lato od alti, sembrava che il risultato fosse destinato a prendere il via della città degli Imperiali.
Una rete annullata a Genchi (ma era in fuorigioco) ed un rigore, questo molto evidente, negatogli per una cinturata in area, sembravano aver reso sempre più uggiosa (non solo in senso piovoso) la giornata rossoblù, quando alla fine, dopo l’ennesimo paratone dell’estremo difensore ospite, ci ha pensato Esposito con una fiondata ravvicinata a rimettere tutto a posto. Per adesso va bene così, ma è altrettanto vero che, per puntare in alto, servirà in primis “buttarla” dentro. Perché, è rinomato, senza reti non si vincono le partite e non si ottengono punti. “Meritiamo di più” ha cantato ironicamente la curva nord ed il pubblico ha anche fischiato ed inveito, in modo comunque composto, nei confronti dell’ex di turno  Giampaolo Ciarcià. Una prestazione, quella del 35enne siracusano di stanza da due anni proprio a Taranto, tuttavia opaca e poco succosa. Domenica prima trasferta lucana a Picerno, oltretutto una novizia assoluta, sulla carta dovrebbero essere tre punti scontati, non si può perdere altro terreno.