22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 16:48:29

Calcio

Rossoblù, problema numero 1

La giornata negativa di Pizzaleo a Torrecuso ripropone il nodo-portiere


Il pareggio di Torrecuso ha dato adito a diverse correnti di pensiero. Sicuramente due fattori poggiano sovrani.

Il primo risiede in una mancanza di personalità nella gestione del risultato, visto che, due volte in vantaggio, i rossoblù hanno avuto enormi difficoltà a gestirlo. Il secondo, problema che persiste da anni, è il fattore portiere, stante una prestazione non eccelsa di Pierluca Pizzaleo.

La domanda, a rigor di logica che ci si pone è come mai Daniele Giordano, fortemente voluto dal tecnico Cazzarò, non abbia ancora disputato nemmeno un minuto di gare ufficiali. 

Classe 1991, è quindi un over, ma è altrettanto vero che, sussistendo il problema della mancanza di esperienza di Pizzaleo e Pardo (il cui rientro è previsto, stante ancora una giornata di squalifica da scontare, per il 25 ottobre a Torre del Greco) sarebbe da valutare un suo impiego da titolare. Siamo d’accordo che vige la regola degli under ed è tassativo doverla rispettare. Ma è altrettanto vero che, visto che in allenamento Giordano mostra doti di grossa qualità come da tutti evidenziato.

Allora diventa obbligatorio porsi un quesito: come mai Giordano, da oltre un mese tesserato del Taranto, puntualmente trova posto in panchina da due settimane? Sarebbe quindi logico valutare, senza giri di parole, un suo immediato posizionamento tra i pali domenica contro il San Severo. Il ruolo del portiere, è noto, è sempre molto delicato ed alle volte il fattore anagrafico incide molto. Ma è altrettanto vero che, non tutti i numeri uno under 20 sono poi insicuri nelle prestazioni.

Esempio lampante, in casa jonica, è quello di Ghigo Gori, oggi 35enne, che a soli 19 anni era già titolare in serie D ed a venti in C2. Con un rigore sventato a Cava de’ Tirreni nel novembre 2000 e diversi tiri dal dischetto parati anche altrove. L’ex rossoblù Franco Panizza, che lo vide all’opera con la maglia del Como in un derby a Mantova (è originario della città virgiliana l’ex centrocampista degli anni Settanta) tempo addietro spese parole auree nei suoi confronti e tuttora, da pensionato e fuori dal giro da anni, dice la sua in merito: “Non sapevo che fosse il figlio di Graziano e quella sera capii che era un portiere imbattibile. Aveva poco più di vent’anni ma già la saggezza del veterano. Il ruolo del portiere è sempre stato difficile, ricordo che nei miei due anni a Taranto ci fu un dualismo tra Petrovic ed il compianto Buso.

Basti pensare che ho lanciato nei dilettanti lombardi numeri uno che sembravano poco avvezzi al ruolo in questione e che invece hanno ben figurato anche in categorie superiori”.

L’ex portiere Gianfranco Degli Schiavi, oggi al timone dei Giovanissimi Provinciali della Virtus Francavilla oltre che titolare di due accademie di portieri su Taranto e Grottaglie, rimarca significativamente: “Non è mai facile avere la giusta concentrazione in un ruolo così delicato e spesso capita che la tensione giochi brutti scherzi. Io stesso esordii in B che avevo 23 anni e faticai a trovare i giusti equilibri che il ruolo richiede. Rispetto ai miei tempi poi è diventato tutto più difficile, come i retropassaggi che bisogna raccogliere di piede. Ma è anche vero che puntare su un giovane in serie D dal primo minuto è sempre molto rischioso.

Personalmente sono dell’idea che bisogna puntare sul portiere esperto che conosca bene certe situazioni. Allevando numerosi aspiranti numeri uno lo dico con cognizione di causa e non per partito preso. Giordano non lo conosco, ma se ha all’attivo tornei di Lega Pro ad Ischia, vuol dire che comunque ha acquisito una certa sicurezza nei propri mezzi. Io punterei su di lui”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche