Calcio

Via all’operazione risalita

Il nuovo tecnico Campilongo vuole partire col piede giusto


Sasà Campilongo è un uomo determinato e di carattere.

Una carriera spesa, sul campo, a scardinare retroguardie difensive a suon di reti ed in panchina a completare un iter professionale che non necessita di ulteriori presentazioni.
L’uomo del Vesuvio, un altro partenopeo in terra jonica oltretutto nel giro di appena un anno dopo la non positiva esperienza del suo concittadino Massimiliano Favo, sa che c’è una classifica non certo piacevole a vistarla ed allora il suo credo basato sul lavoro certosino l’ha subito messo in luce sin dal primo momento.

Allievo di numerosi tecnici di grido, su tutti Giuseppe Materazzi,Vincenzo Guerini, Alberto Zaccheroni, Giuseppe Caramanno ed il compianto Adriano Lombardi, ha sempre posto in chiaro calcio di matrice offensiva e strutturato a dovere anche in fase difensiva.

Lui a Taranto doveva venire com’è noto nel lontano 1992, assieme a Pietro Maiellaro e tutto sfumò per una serie di contingenze ed approdò al Venezia agli ordini di Alberto Zaccheroni, ex commissario tecnico della nazionale giapponese e che lo allenò per una stagione coi neroverdi lagunari assieme al Poeta (nomigliolo del centrocampista di Lucera che tanto entusiasmò in rossoblù nel biennio 1985-1987).

Così come visse, con la maglia della Casertana, lo spareggio di Ascoli Piceno del giugno dello stesso anno, vinto dagli jonici guidati dal compianto Giampiero Vitali per 2-1 con le reti di Turrini e Fresta, quest’ultima nei supplementari.

Domenica debutterà allo “Iacovone” e sarà per lui un’emozione particolare, visto che ha sempre detto in privato quanto aveva sempre a cuore il pubblico rossoblù quando veniva da avversario.

Le sue idee sono chiare  e concise, figlie di una carriera iniziata ben quarant’anni addietro nella sua amata Napoli (è originario della zona di Fuorigrotta vicino allo stadio San Paolo) e spesa sempre in modo egregio.

Bisogna assolutamente muovere la classifica ed ora non ci sono più scusanti.

Le prossime tre gare, prima della riapertura della sessione di “riparazione” della campagna trasferimenti, sulla carta, sono abbordabili.

Ed allora, tassativo e rigoroso, sarà fondamentale vincerle tutte e salire a quota 29 prima del nuovo ciclo di dicembre in cui ci saranno anche dei volti nuovi.
Si inizierà contro un Gallipoli alle prese con grossi problemi societari ed anche di spogliatoio, ma è altrettanto vero che, proprio contro i salentini, il bilancio è sempre stato piuttosto contorto.

Due sole vittorie casalinghe, a fronte di altrettante sconfitte di cui una allo “Iacovone” nel dicembre 2008 (con l’esonero “in diretta” nel dopogara di Franco Dellisanti deciso dall’allora vice presidente Franco Selvaggi che si dimise una settimana dopo) e l’altra a maggio 2009 al “Bianco” ed una sequela di pareggi hanno contornato i trascorsi contro i giallorossi della Perla dello Jonio.

A marzo scorso, il successo rossoblù per 3-2, fu oltretutto molto sofferto e quindi sarà l’ennesima gara da prendere con le molle, stante il fatto che nei derby, la storia insegna, il Taranto ha spesso e volentieri incocciato contro risvolti negativi.

Sasà Campilongo, uno che di derby se ne intende (ne ha vissuti sia da calciatore che da allenatore numerosi in Campania oltre che nella capitale quando militava nella Primavera della Lazio) ha già improntato in modo concreto e meticoloso il suo lavoro.

Ragion per cui sa benissimo che incroci come questi sono sempre da affrontare con la massima attenzione senza lasciare nulla al caso. Del resto ha anche esperienza, sia sul campo che in panchina anche in serie B.

Aspetto questo non di poco conto oltretutto, visto che ha lavorato in piazze “caldissime” come Nocera Inferiore, Foggia, Cava de’Tirreni, Frosinone ed Empoli. E l’esperienza, del resto, conta sempre tanto.

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