29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Calcio

Michele Cazzarò: Taranto, ce la farai

Parla l’ex tecnico ionico: necessario un acquisto per reparto


Domenica taglierà 44 primavere.

Un compleanno, per ora, da allenatore in attesa di chiamata e con un continuo aggiornamento in giro per la Puglia. L’ex tecnico rossoblù Michele Cazzarò, due secondi posti ed anche artefice del ripescaggio in Lega Pro per l’ottimo lavoro svolto nelle due stagioni precedenti, si mostra subito disponibile a dire la sua sul difficile momento rossoblù. “Sono convinto che la permanenza arriverà senza problemi. La squadra è buona ed a mio parere basta un acquisto per reparto per poter avere un’ossatura di buon cabotaggio. Colgo l’occasione per fare il mio più sincero in bocca al lupo a Fabio Prosperi, caro amico che merita sempre il massimo rispetto e stima da parte mia. Attualmente sono in attesa di tornare in pista, ho ricevuto anche delle chiamate dalla serie D ma non ho voluto accettare perchè non ero convinto del progetto che mi prospettavano. Non ci sono problemi, continuo a girare e seguo partite, tempo per rimetterci al lavoro ce ne sarà. Ho anche spesso seguito Monopoli e Virtus Francavilla, sinora non sono mai tornato allo “Iacovone” anche se il Taranto lo seguo sempre tramite televisione. Sono fiducioso sia per il rafforzamento della rosa che per l’obiettivo permanenza diretta senza gli spareggi”.

E’ prossimo ad iscriversi al corso a Coverciano per il patentino di seconda categoria (consentirebbe di allenare in Lega Pro ed essere vice in A e B)?
“Sto preparando le “carte” e spero che riesco ad entrare nel gruppo del prossimo che inizierà tra alcuni mesi. Del resto la nostra vita, intendo quella degli allenatori, è questa. Viviamo a “chiamata” ed è necessario avere i “documenti” in perfetta regola. Ho scelto questa strada ed allora voglio presentarmi pronto per prospettive future, visto che allenare nei professionisti è sempre un grosso traguardo per chiunque”.

Rimpianti?
“No, assolutamente. La società a luglio scorso ha scelto di non confermarmi e non ci sono stati problemi. Il nostro è un settore precario, oggi lavori e domani resti fermo. Bisogna sempre guardare avanti, la carriera di un allenatore non è fissa in un solo posto, ci saranno sicuramente altre opportunità per potermi cimentare a dovere”.

Ha sempre definito Gianni Simonelli il suo maestro. Conferma sempre questa tesi?
“Assolutamente si e continuerò a ripeterlo all’infinito. Rimane prima di tutto un maestro di vita e poi di calcio, l’ho avuto sia in rossoblù che a Pisa, quindi so bene quello che dico. Mi ispiro molto a lui, anche se poi ovviamente ci metto del mio come logico. Anche se spendo due parole auree per Giuseppe Caramanno, che ebbi l’ultimo anno di B prima della radiazione. Era un sergente di ferro, un autoritario alla Fabio Capello, ma da lui ho imparato tantissimo, visto che avevo solo vent’anni ed ero già in prima squadra in pianta stabile. Anche se, è bene precisarlo, alla fine ogni allenatore ha il suo carattere e le sue idee. E bisogna chiaramente sapersi adattare senza sconfinare nell’eccesso”.

Il suo ex tecnico Walter Nicoletti che la lanciò in prima squadra a soli 18 anni è consigliere dell’Assoallenatori. Cosa ricorda di lui?
“Ero giovane e quindi mi dividevo con la Primavera. Ricordo poco di lui, anche se mi fa piacere sapere che è docente a Coverciano e che fa parte del direttivo del sindacato. Mi farà enorme piacere ritrovarlo ora che prenderò parte al corso al centro sportivo a Firenze. Bella squadra quella, ricordo che facemmo bene e vincemmo anche contro la Juventus in coppa Italia (era in panchina in quel 2-1 allo Iacovone). Ma era anche un altro calcio”.

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