Calcio

Giacomarro promuove i rossoblù

A parere dell'esperto allenatore il Taranto sarà protagonista


TARANTO – Reduce da un’esperienza di appena un mese alla Turris e con Ciro Danucci alle sue dipendenze, ora si rilassa nella sua Marsala nello splendido mare di Sicilia. Domenico Giacomarro, 54 anni, alla luce della sua esperienza, consiglia al Taranto di farsi inserire nel girone I.
“Non ci sono paragoni, è il raggruppamento più fattibile se si vuole vincere il campionato. Avendo allenato a Potenza e Pagani nel girone H (in Campania vinse il campionato nel 2004-2005) so benissimo quali sono le difficoltà di questo raggruppamento. Oltretutto stanno Nocerina e Cerignola che puntano alla vittoria finale, mentre in quello siculo-calabro non mi sembra che ci siano avversari fortissimi.
Oltretutto nella scorsa stagione sono stato a Torre del Greco in questo girone, sia pure per poco tempo. E vi garantisco che è tutt’altra cosa come difficoltà legate alle forze degli avversari”.
Come vede Danucci nel nuovo scacchiere di Cozza? “Ciro sa come gestire le situazioni. Ma a 34 anni iniziano a sentirsi gli anni ed il fattore anagrafico posso garantire che alla lunga ha il suo peso.
Bisogna comunque sempre saper scegliere i giocatori nei rispettivi ruoli, in serie D è sempre difficile avere la squadra come la si desidera visto che non sempre si riescono a pescare le carte giuste dal mazzo”.
Il girone I però ha anche compagini campane. “Ma non sono certo le più forti e comunque, numericamente parlando, sono tre o quattro. In Sicilia noto che non ci sono grosse realtà, forse in Calabria, ma, ripeto, vi assicuro che il discorso è tutt’altro e quindi è meglio chiedere di essere inseriti in questo raggruppamento”.
Una delle antagoniste del Taranto, qualora dovessero i rossoblù militare nel girone H come sempre, sarà la Nocerina. Malgrado la vittoria dei play/off sotto l’egida dell’ex Gianni Simonelli, i campani hanno rinunciato al ripescaggio e ripartiranno da Massimo Morgia, 66 anni e grande esperto di vittorie in serie D con due promozioni consecutive a Pistoia e Siena negli ultimi anni.
Personaggio di poche parole, romano di origine e toscano di adozione in quel di Lucca, dice la sua sul nuovo campionato. “Ho allenato anni fa in Puglia (a Foggia tra il 2005 ed il 2006 nella vecchia Prima Divisione) e so quanto la piazza di Taranto sia passionale.
Non nascondo che sarei venuto volentieri ad allenare da voi, parliamo pur sempre di un ambiente che vive di calcio in modo ruspante e caloroso, ma ho scelto la Nocerina anche qui per il blasone. Non abbiamo un grande budget, stiamo lavorando in economia, ma ci sono i presupposti per aprire un ciclo importante”.
Puntate alla promozione? “Sicuramente vogliamo disputare un campionato di vertice, visto che io amo sempre lottare per vincere. La Campania oltretutto la conosco bene, avendo allenato la Juve Stabia (nell’agosto 2008 vinse 2-1 all’esordio allo “Iacovone” contro i rossoblù di Franco Dellisanti) e quindi ho scelto una città che ha fame di calcio da sempre”. Due campionati di serie D vinti in Toscana a Pistoia e Siena. Gironi più facili secondo lei? “Non scherziamo nemmeno! Ogni girone ha le sue difficoltà e quindi da qui a dire che quello H è il più tosto ce ne corre.
Nella città del Palio ho conquistato la promozione all’ultima giornata dopo una lunga cavalcata, quindi tutto il contrario di quello che si può pensare.
Ambientalmente ci sono meno tifosi negli stadi, questo si. Ma le difficoltà, sul campo, stanno ovunque”. Le pressioni possono incidere? “Per esperienza so cosa sono e non mi prendo alcuna paura. Ho allenato a Palermo ai tempi difficili della vecchia C1 ed ho perso una promozione in B ma solo perchè sbagliammo delle partite importanti e non certo perchè soffrivamo la pressione dei tifosi. Chiaro, Taranto è una città che, come tutte quelle che hanno storia calcistica di livello, vuole risalire dove gli compete. Ma bisogna saper scindere bene il lavoro dal rapporto con i tifosi”.

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