Calcio

Iaconi, l’ultimo vincente. «E’ un grande Taranto»

Nel 1995 il successo in campionato e lo storico scudetto


TARANTO – Si rilassa nella sua Giulianova e spera di tornare presto ad allenare dopo due anni di inattività.
Ivo Iaconi, 61 anni, è l’unico tecnico nella storia rossoblù ad aver vinto, sul campo, la serie D insieme allo scudetto di categoria nel 1995 ed è un record, ovviamente, di cui si vanta a ragion veduta.
“Da voi ho conquistato un doublete e ne sono fiero, visto che ho vinto un girone difficile ed un tricolore. Purtroppo tutti sanno come le cose andarono peggiorando con le poche chiarezze societarie nella stagione successiva, ma dico testualmente che vincere la serie D è molto, molto difficile. Ultimamente tra problemi di salute (un delicato intervento chirurgico ad un polmone una decina di anni addietro) e di situazioni dirigenziali strane ho vissuto periodi difficili, compreso l’ultimo due anni fa a Brescia in B. Mi auguro che ora le cose volgano al positivo, non ho certo voglia di fare il pensionato”.
Tutti dicono che il girone H è il più difficile. Concorda?
“Se qualcuno dice questo vuol dire che non capisce nulla di calcio. Vivendo in Abruzzo al confine con le Marche so che invece anche quello F è molto complesso ed avendolo vinto la Fermana, che 18 anni addietro condussi in serie B (terz’ultima al termine del girone di andata con soli diciotto punti, fece una clamorosa risalita nel ritorno timbrandone 40 e centrando il primo posto) posso garantire che è tutto il contrario di quello che si crede. Le differenze stanno sicuramente a livello ambientale, ma come agonismo e gioco siamo più o meno lì”.
Quell’esonero del febbraio 1996 dopo il 3-3 di Trani brucia ancora?
“Ma in pratica ogni settimana ero sempre esonerato! La situazione si era incancrenita da almeno tre mesi ed all’interno del gruppo dirigenziale regnava sovrano il caos completo. Certo che l’amarezza è ancora tanta, a distanza di oltre vent’anni sento di aver lasciato qualcosa di incompiuto. Ma i tifosi ancora mi amano, ogni volta che tornavo ero sempre applaudito e ne rimanevo molto contento”.
Il suo allievo Enzo Maiuri è stato esonerato sia a Taranto che a Nocera di recente.
“Questo è un ambiente in cui si va avanti solo per aspetti extracampo! Inutile girarci intorno, ormai ne ho viste troppe nella mia lunga carriera e non mi meraviglio più di nulla. Parliamo anche di due piazze difficili sotto tutti gli aspetti, in cui si pretende sempre il massimo ed allora l’allenatore paga sempre il conto. Pongo un altro esempio, qui a Giulianova sono cresciuto nella locale compagine con Franco Tancredi (storico portiere della Roma e della nazionale, attualmente nello staff di Fabio Capello in una compagine cinese) e ricordo che, pur essendo uno dei migliori portieri italiani negli anni Ottanta, fu quasi sempre snobbato dal giro azzurro salvo collezionare poche presenze in gare amichevoli. Eppure parliamo di un estremo difensore che, in serie A, ha collezionato oltre trecento presenze e vinto molto, al punto da aver lavorato anche con Capello a Madrid, con la Juve e con la nazionale inglese come preparatore dei numeri uno. Lui ed Enzo, in comune, conoscendoli bene entrambi, hanno forse il “difetto” di essere poco inclini alle pubbliche relazioni ed ai compromessi. Ecco allora spiegato perchè poi il primo, che meritava la maglia azzurra come titolare dopo Zoff, si è trovato ai margini della nazionale ed il secondo ha pagato il conto al primo errore dopo una lunga serie positiva con i campani”.
Le piacerebbe un giorno tornare?
“Non avrei problemi. Non faccio questione di categoria, l’importante è che posso lavorare come dico io e che, soprattutto, mi consentano di “comandare” nello spogliatoio senza interferenze altrui. Ho vinto quattro campionati in carriera, di cui tre di C1 a Frosinone, Pescara e Fermo e di certo riabbracciare i colori rossoblù sarebbe bellissimo. Ma c’è Cozza che comunque è una valida scelta ed avendo allenato a Reggio anni fa so che ha le credenziali per fare bene anche come tecnico”.

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