Calcio

Francesco Tagliente:«Tessera del tifoso? Era ora che venisse superata»

Come cambia il calcio


TARANTO – Revisione della disciplina sulla tessera del tifoso responsabilizzazione delle società sportive, semplificazione del sistema di ticketing, vendita dei biglietti per la tifoseria locale anche il giorno della gara, eliminazione dei “mini abbonamenti”, della campagna “porta un amico allo stadio” e abbonamento libero, revisione dei regolamenti finalizzata alla riduzione delle barriere ed alla responsabilizzazione degli utenti: sono queste le principali novità contenute nel protocollo di intesa “Il rilancio della gestione, tra partecipazione e semplificazione” siglato presso la sede della Figc a Roma tra le istituzioni governative e sportive.
In pratica, per una migliore fruizione degli stadi i vertici ministeriali e del mondo dello sport hanno pianificato per il prossimo triennio progressive modalità dirette a snellire e favorire l’accesso e la partecipazione alle gare di calcio, anche semplificando le procedure di vendita e acquisto di biglietti e abbonamenti.
Per saperne di più abbiamo raggiunto il prefetto Francesco Tagliente, nostro concittadino, padre storico Osservatorio Nazionale sulle Manifestazione Sportive, ideatore nel 2005 del Progetto tessera del tifoso.
Dottor Tagliente, da padre storico della tessera del tifoso, cosa prova nel sentire parlare di addio alla tessera del tifoso?
Provo una grande soddisfazione. Era ora che venisse superata. La tessera del tifoso nasce nel 2005, come Carta del tifoso per sottolineare che si trattava di un documento dei diritti del tifoso finalizzato anche a eliminare falsificazioni di tagliandi, bagarinaggio e file ai botteghini. Nel corso degli anni prima la comunicazione, poi la concreta attuazione, hanno snaturato lo spirito di Carta dei diritti facendola diventare uno strumento odiato dai tifosi. In 12 anni sono cambiati i tempi e l’andamento dei reati all’interno e all’esterno degli impianti, l’approccio delle società e la sicurezza strutturale degli impianti. In tema di sicurezza è importante monitorare i risultati delle strategie di prevenzione e contrasto adottate con periodiche rimodulazioni. A distanza di 12 anni dalla sua nascita sembrava doveroso fare un punto di situazione per verificare gli elementi di forza e le criticità valutando, così, le nuove misure necessarie. Sono convinto che gli interventi previsti nel Protocollo vadano nella direzione giusta anche se la situazione va monitorata per valutare eventuali ulteriori correttivi in fase attuativa. Pensa che le misure previste nel protocollo incideranno sulla sicurezza?
Resta ferma la mia convinzione che i tifosi e gli stessi ultras vadano gestiti con dialogo, rigore giuridico e lavoro di squadra. Mi è piaciuto molto l’approccio del Ministro Marco Minniti, Autorità nazionale di pubblica sicurezza, che in conferenza stampa ha precisato che “con il Protocollo sottoscritto vogliamo tutelare i tifosi e lo sport, facilitando l’accesso e la partecipazione dei tifosi sani e escludendo i violenti”. In particolare mi è piaciuto quando ha sostenuto che “con i tifosi si può e si deve dialogare e lavorare, con i violenti deve esserci invece tolleranza zero. Gli obiettivi sono chiari: riportare al centro dell’evento calcistico la passione, il divertimento e la partecipazione attraverso il ritorno delle famiglie allo stadio, il contenimento dei costi sociali e il miglioramento dell’accessibilità e fruibilità degli stadi’”.
È corretto parlare di abolizione della tessera del tifoso?
La tessera del tifoso evolve e nell’arco di tre anni deve diventare una carta di fidelizzazione quale strumento esclusivamente di marketing per le società. Per le partite con elevato pericolo l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive potrà ancora consentire l’accesso solo a chi avrà la tessera del tifoso. Se si considera che, nella passata stagione, sono state circa il 15% le partite professionistiche valutate “a rischio” dall’Osservatorio, si può ben comprendere l’incidenza della misura. Per le partite a rischio, l’Osservatorio potrà continuare a valutare l’opportunità di disporre l’incedibilità dei titoli; il collocamento dei tifosi ospiti esclusivamente all’interno del settore loro dedicato; l’adozione di restrizioni anche per i soli tifosi locali, necessari per graduare il rigore dei provvedimenti.
Tornano i tamburi negli stadi? Per l’introduzione dei tamburi il protocollo sottoscritto prevede la medesima disciplina prevista per gli striscioni e che siano ammessi soltanto tamburi e megafoni quali strumenti sonori ed acustici. Il Gruppo Operativo Sicurezza(GOS), valutato il contesto ambientale, rilascerà l’autorizzazione a condizione che il numero sia proporzionato alla grandezza del rispettivo settore, che i tamburi siano ad una sola battuta. Sia in caso di introduzione di tamburi che di megafoni, il referente deve essere preventivamente identificato già in sede di GOS.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche