Calcio

Quella vittoria contro Maradona (junior)

Trent'anni fa il successo in Coppa Italia contro l'Ascoli di Castagner


TARANTO – Ci sono date, nella storia rossoblù, spesso scolpite nella mente ed a distanza di tanti anni, trenta per l’esattezza, il 30 agosto 1987 vi fu una prestigiosa vittoria nel girone eliminatorio di coppa Italia contro l’Ascoli.
Particolare non da poco, nelle fila marchigiane militava anche un certo Hugo Maradona, fratello del Pibe de Oro (fresco di scudetto col Napoli) ed in prestito proprio dalla società partenopea, sebbene non certo alla pari del più noto Diego Armando e non a caso quella sua stagione in bianconero (al fianco dell’ex Domenico Agostini che militò in riva ai Due Mari dal 1989 al 1991) fu tutt’altro che esaltante con poche presenze e pochissimi acuti.
In quella caldissima domenica (lo “Iacovone” non era ancora dotato di impianto di illuminazione e la gara ebbe inizio alle 17) la gara valeva per il terzo turno del raggruppamento della coccarda tricolore e fu istituita, per la prima volta la regola dei tre punti per la vittoria al 90’ (in caso di parità si tiravano i rigori e chi vinceva aveva due punti e chi perdeva uno, mentre chi perdeva nei due tempi regolamentari zero). Il Taranto, guidato da Antonio Pasinato, aveva ottenuto due punti per il successo dagli undici metri sull’Inter di Giovanni Trapattoni nella gara di esordio in casa e perso 4-0 a Brescia nel match successivo, col chiaro intento quindi di ottenere un successo
tonificante per il morale.
La gara fu tirata ma i rossoblù pigiarono subito sull’acceleratore, reclamando un calcio di rigore per un placcaggio ai danni di Roselli apparso piuttosto netto e mettendo alle corde i bianconeri guidati da Ilario Castagner, senza però riuscire a sbloccare il risultato.
Nella ripresa, al 25’, Antonio De Vitis trovò il punto vincente con un pallonetto beffardo angolato che lasciò immobile il compianto Pazzagli e subito dopo entrò, nelle fila marchigiane, proprio Maradona jr (più giovane di Dieguito di sette anni) senza che però fornisse grossi sussulti alla causa.
Per la cronaca i rossoblù si classificarono terzi alle spalle di Ascoli ed Inter (si qualificavano le prime due classificate) a quota 8. Domenico Agostini, oggi 53enne, ascolano doc e legatissimo alla città Bimare, racconta un aneddoto curioso di Maradonino (venne denominato così da tutti).
“Ho avuto la fortuna di militare al fianco di un fratello d’arte e vi assicuro che era prima di tutto un simpaticone. Non aveva le caratteristiche fenomenali di Diego ma sono sicuro che poteva arrivare ad alti livelli. Quando venni da voi ricordo che ne parlavo spesso coi compagni, non è da tutti avere queste fortune nella vita. Oltretutto, sempre nella mia città di origine ebbi come compagno di squadra Massimo Barbuti che militò da voi anni prima, persona totalmente opposta caratterialmente parlando ad Hugo, ma bomber di grossa caratura che mi ricordava molto Vittorio Insanguine”.
Il tabellino di quella gara:
TARANTO: Goletti, Biondo, Gridelli, Donatelli, Serra, Paolinelli, Paolucci (43’st Pernisco), Tavarilli, De Vitis, Roselli (1’st Dalla Costa), Picci. A disp. Incontri, Pazzini, Mirabelli. All.: Pasinato
ASCOLI: Pazzagli, Destro, Carannante, Celestini, Benetti, Agabitini, Dell’Oglio (35’st Carillo), Giovannelli (31’st Greco), Casagrande, Agostini, Scarafoni (26’st H.Maradona). A disp. Corti, Rodia. All.: Castagner
ARBITRO: Sguizzato di Verona
RETE: 25’st De Vitis.

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