Calcio

Ragno: il mio Potenza vuole tornare a vincere

Domenica i lucani saranno di scena allo stadio Iacovone


La gara (che era) più
attesa è alle porte anche se ora i lucani
sono secondi spalle alla nuova capolista
Cavese.

Il tecnico Nicola Ragno,
reduce da due punti nelle ultime tre
gare, vede tuttavia i rossoblù jonici
fuori dal discorso primo posto.
“Mi sembra difficile che il Taranto
possa recuperare un distacco così
ampio dal vertice, anche se non bisogna
mai dare niente per scontato.
Del resto il pareggio di Manfredonia
ha confermato come ogni partita è
sempre difficile, stessa cosa dicasi per
il mio Potenza, fermato da un Nardò
molto abile a chiudere i varchi ed a
ripartire con precisione. Siamo anche
stati sfortunati, visto che nella ripresa
poi abbiamo dominato, ma nel calcio
si sa che se non concretizzi alla fine è
inutile ogni discorso.

Sul fronte dell’atteggiamento di Palumbo
dico che anche noi abbiamo
vissuto tre situazioni identiche con
due giocatori che hanno pagato multe
salatissime ed uno di essi, Diop a
centrocampo, mancherà per squalifica
visto che deve scontare la terza ed ultima giornata di sospensione.

Un altro Under, durante un allenamento,
ha commesso un fallaccio in
allenamento ed ho deciso di spedirlo
fisso con la juniores, quindi questo
conferma che, se non c’è rispetto
delle regole, si paga subito un conto
salatissimo”.
I playoff, confermati ufficialmente
dalla Lega, possono essere un’ancora
di salvataggio? “Discorso che merita
uno spaccato in merito. Da un lato
forma delle graduatorie in prospettive
ripescaggi, ma dall’altro bisogna poi
vedere se si hanno le garanzie economiche
per la categoria professionistica.
Perchè il fondo perduto è sempre una
sorta di spada di Damocle che pende
sulla testa ogni santa estate e non a
caso, due anni fa, vi è costato carissimo.

Questo perché se vinci direttamente
il campionato hai tutto il tempo
per costruire la squadra per la nuova
stagione, mentre se vieni riammesso
solo ad agosto ti ritrovi quasi a dover
fare una corsa all’ultimo affanno. E le
conseguenze, ovviamente, si pagano
in modo salatissimo”.
Ottocento tifosi potentini al seguito.
Giocherete praticamente in casa.
“Mi dispiace che purtroppo la gente
tarantina abbia deciso di disertare lo
stadio ma capisco anche l’amarezza. E’
chiaro che lo Iacovone è una struttura
da serie A ed il pubblico lo è altrettanto,
ma se ti trovi in una posizione anonima
di classifica è ovvio che alla fine
nemmeno il più appassionato mette
più piede la domenica nella sua casa
preferita”.

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