Calcio

Giacomarro: Taranto, sarà il tuo anno


La sua terra di adozione è ormai diventata la Basilicata, visto che nella prossima stagione guiderà il Picerno, compagine a due passi da Potenza. Domenico Giacomarro, 55enne originario di Marsala, ha già siglato l’accordo con il sodalizio lucano ed illustra le sue idee in vista del nuovo campionato di serie D. “Ho la fortuna di lavorare in una società seria e con un progetto sui giovani ben strutturato, questo a conferma di come ci sono ancora, sebbene in numero irrisorio, ambienti ancora sereni e con elementi di qualità. Parliamo di una compagine che ha chiuso al sesto posto nell’ultimo torneo e che si è confermata di buona caratura, onorato quindi di farne parte”. Un girone H sempre ostico. “Sicuramente sì e credo che Cerignola e Taranto avranno dalla loro i favori del pronostico. Poi bisognerà vedere la collocazione delle campane, visto che potrebbe ricapitare la Nocerina (reduce dal cambio di proprietà) e sarebbe anch’esso un avversario molto duro. E’ chiaro che qui bisognerebbe apportare finalmente la tanto attesa riforma, altrimenti rimaniamo con la solita promozione unica e niente di sicuro. Anzi, parto dal presupposto che bisognerebbe assolutamente cambiare sia la griglia dei salti di categoria che delle retrocessioni”. Ritiene giusta la conferma di Cazzarò? “I risultati parlano dalla sua e quindi mi risulta che abbia svolto un ottimo lavoro. Oltretutto la figura di Raffaele Sergio all’area tecnica è importante, lo conosco bene perchè siamo stati compagni di corso a Coverciano per diventare allenatori anni fa. Poi ha scelto di cambiare ed optare per un altro ruolo, ma so che è una persona molto preparata”. Le squadre B in terza serie come le giudica? ”E’ un discorso assolutamente fuori portata e che svilirebbe ulteriormente la qualità dei calciatori oltre che del campionato stesso. Oltretutto dimentichiamo anche un fatto, ossia che mancano anche allenatori preparati per gestire le nuove leve e la stessa Coverciano sforna ogni anno tecnici che poi, se non hanno i giusti agganci, rimangono puntualmente senza lavoro ed hanno dalla loro anche una grossa cultura acquisita sia quando giocavano che nei corsi appositi. Quindi è un aspetto che non si può prendere in esame, non siamo alla pari della Spagna e gli stessi pessimi risultati della nazionale azzurra mi risulta che specifichino in modo preciso il tutto”. Per vincere la serie D (un campionato vinto a Pagani nel 2005) cosa serve secondo lei? ”Una società forte e non solo economicamente. E’ il primo tassello e credo anche quello principale. Il parco giocatori, anche se di qualità forte, conta relativamente. A Potenza hanno ricostruito tutto a dovere dalle stanze dei bottoni”.

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